Adblock e l’Adv in affanno, Pinterest prova lo shopping interno, Google ci ri-prova con i siti AMP, Twitter chiude il 2016 bene, ma non benissimo

 

Torna, come ogni lunedì, la weekly marketing recap, ovvero la summa delle news più importanti sul fronte del social media marketing e del digital marketing  della settimana scorsa. In particolare oggi ci occuperemo della trimestrale di Twitter, piuttosto deludente, delle AMP di Google, di Pinterest e di pubblicità online.

I conti di Twitter deludono

Twitter ha presentato il bilancio trimestrale di chiusura del 2016 e sebbene ci sia stato un incoraggiante aumento degli utenti attivi, +11% rispetto all’anno scorso, un aumento a “doppia cifra” che non si vedeva da tempo, non c’è stato un adeguato aumento dei ricavi, solo l’1% in più rispetto all’anno scorso, quando nello stesso periodo nel 2016 invece era stato di ben il 48%.

Ciò ha portato ad una perdita di valore delle sue azioni del 10%.

Nel frattempo Twitter ha implementato un filtro per evitare abusi o risposte di bassa qualità ai tweet e un maggiore controllo per evitare che gli utenti bannati si possano re-iscrivere alla piattaforma.

Basterà per fare in modo che gli utenti restino più tempo sul Social Network?

Google fa una leggera retromarcia sulle AMP

AMP, ovvero Accelerated Mobile Pages, è una tecnologia di Google che permette di creare delle pagine web incredibilmente veloci a caricarsi, rese disponibili direttamente dalla SERP e che puntano a migliorare il traffico da mobile dei siti web.

Il funzionamento è piuttosto semplice, in quanto il sito che intende creare delle pagine AMP non deve far altro che inserire del codice nelle pagine del proprio sito in modo che Google “prenda” quella pagina e la immagazzini all’interno dei propri server.

In questo modo rende l’esperienza dell’utente che cerca informazioni tramite il proprio Smartphone molto più agevole.

Tuttavia, per la modalità con cui funziona AMP, i siti internet che utilizzano la tecnologia non hanno nessun ritorno in termini di visite al proprio sito internet, in quanto il click che viene effettuato dall’utente resta sui server di Google e da lì, con tutta probabilità, esce.

L’azienda di Mountain View ha deciso quindi di fare una leggera marcia indietro e rendere il link originale della pagina visibile.

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In questo modo l’utente ha più possibilità di andare sul sito da cui la pagina è tratta o poter in ogni caso condividere il link originale e non il link AMP.

Maps si aggiorna e rende più utilizzabile le funzioni relative ai trasporti e ai locali

Chi si sposta spesso tramite i servizi pubblici conoscerà l’utilità della funzione riguardante la possibilità di verificare, prima della partenza, dove e quando poter prendere il servizio di trasporto pubblico più vicino, offerto da Google Maps.

Una funzione, infatti, che tramite l’uso di dati open è in grado di fornire la durata di un tragitto in città.

Ma è una funzione molto meno usabile se la necessità ci impone di trovare al più presto la fermata e gli orari dei servizi più vicini, in quanto prima si deve perdere del tempo ad indicare una meta da raggiungere etc…

Google ha rilasciato (per ora solo su Android) la possibilità di verificare in ogni momento la fermata e gli orari dei servizi pubblici più vicini, grazie a delle nuove icone posizionate in basso sull’applicazione.

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Oltre alle informazioni relative ai mezzi pubblici, grazie alle nuove icone si possono trovare anche le informazioni relative ai luoghi pubblici più vicini o sulla situazione del traffico in quel momento nella zona.

Un modo quindi per rendere alcune informazioni più facili da trovare per l’utente.

Più di 600 milioni di device utilizzano ora Adblock

Secondo una ricerca di PageFair circa l’11% del totale degli utenti connessi nel mondo utilizza un adblock per evitare di vedere i banner pubblicitari sui siti web.

Corrispondono a 600 milioni di device connessi.

Un numero che è aumentato di circa il 30% rispetto all’anno scorso e una problematica che si acuisce per i siti di news di tutto il mondo, abituati a contare sull’indotto generato dalla visite degli utenti.

Ora tutto il settore deve quindi ri-definire la modalità con cui poter recuperare l’introito già perso e che si perderà sempre più nei prossimi anni.

Più della metà del traffico internet mondiale non è umano

Secondo una ricerca di Imperva, più della metà del traffico su internet è generato da bot.

La buona notizia è che secondo la ricerca è aumentato molto il traffico di “bot buoni” ed è diminuito quello di “bot cattivi” (sebbene siano ancora in vantaggio).

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I bot buoni sono quelli che monitorano il web, come gli “spider” di Google, i “bot cattivi” sono quelli che rubano contenuti, che creano pagine spam per intercettare i dati degli utenti, etc.

 

Pinterest presenta un nuovo strumento per trovare oggetti partendo dalle immagini

Pinterest ha presentato Lens, una nuova funzione integrata nell’app di Pinterest, attualmente in beta, che permette, a partire dalla camera del proprio smartphone, di effettuare una ricerca fra i pin per trovare l’oggetto inquadrato online.

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Lens per il momento, dice l’azienda, funziona molto bene per oggetti per la casa, abbigliamento o cibo.

Ovviamente invece che partire da un oggetto che si vede nel “mondo reale” si può partire anche da un Pin, grazie alla funzione “Instant Idea”, e trovare tutti i pin correlati con quello selezionato.

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Inoltre, ora si possono anche comprare gli oggetti direttamente da Pinterest, grazie alla funzione Shop the Look.

Gli articoli da leggere

Su socialmediamarketing.it un utilissimo riassunto di tutto quello che è cambiato nell’algoritmo di Facebook nel 2017 (e che anche noi vi abbiamo raccontato di settimana in settimana nelle nostre weekly). Per i più distratti!

Dario Ciracì su WebinFermento commenta una ricerca sul content marketing e su quanto, per chi ha iniziato a investire in questo approccio, abbia portato benefici. La ricerca è riferita agli USA, ma come sappiamo è solo questione di tempo per quanto riguarda il nostro Paese!

 


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