Facebook Workplace, LinkedIn Gen Forms e Amazon Influencers: le novità della settimana nel DM e SMM

 

Pronti per le news della settimana? Anche oggi infatti non vi facciamo mancare tutte le news su Social Media Marketing e Digital Marketing che non potete non conoscere. Questa settimana in particolare qualche aggiornamento su Facebook, Google e Amazon!

Facebook lancia per tutti (gratis) Workplace

Qualche settimana fa vi avevamo anticipato del salto di Facebook all’interno dell’arena (che si sta facendo piuttosto affollata) dei tool per la gestione dei team di lavoro. Contro Slack infatti si sono inseriti sia Microsoft (con Microsoft Team) che Google (con il redesign di Hangout) e anche Amazon sta cercando di farsi strada (con Chime).

Facebook aveva lanciato Workplace qualche mese fa, come un tool a pagamento per le aziende. In pratica si viene a creare un social network parallelo in cui sono presenti solo i colleghi di lavoro. Si possono creare gruppi, fare chat e videochiamate, avere un proprio profilo aziendale da mostrare agli altri colleghi.

Poche aziende però per ora sembra abbiano iniziato ad usare questa nuova possibilità, quindi Facebook ha deciso di rendere gratuita, fino ad un certo punto, il nuovo social, in modo da iniziare a popolarlo con nuove piccole aziende che non possono o non vogliono pagare fee troppo alte per numero di utenti.

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Il “nuovo” Workplace gratuito si chiamerà Workplace Standard, mentre quello a pagamento si rinominerà in Workplace Premium.

Intanto per alcuni utenti compare una nuova icona…

Nel frattempo, per gli utenti non business, Facebook sta cercando di far tornare il Newsfeed più interessante. Per farlo sta sperimentando per alcuni utenti una nuova icona che si può trovare nella parte in basso dell’applicazione (se iOS) o in alto (se Android). La nuova icona, a forma di missile, conduce ad un nuovo Newsfeed che dovrebbe far vedere post, targettizzati rispetto agli interessi dell’utente, ma di Pagine NON seguite.

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Ora puoi diventare un “Google Certified Mobile Site Developer”

Gli esami non finiscono mai. Neanche se sei uno sviluppatore e vuoi essere certificato da Google come esperto di siti “mobile first”. Sappiamo infatti che Google vuole dare sempre più rilevanza ai siti pensati per essere fruiti soprattutto da mobile e ha modificato il proprio algoritmo proprio per per dare più importanza nella SERP a questi.

Ora ha anche aperto un sito in cui ci si può qualificare come “certified mobile site developer”, qualifica che ovviamente risiede all’interno del programma per i partner di Google.

Fondamentalmente, per ottenere la certificazione si dovrà rispondere ad un questionario di 65 domande a scelta multipla (della durata totale di 90 minuti), finito il quale, con una percentuale di risposte corrette dell’80% si ha la certificazione. Per superare l’esame, oltre alla propria esperienza da developer, si può seguire anche una guida creata appositamente. Buono studio!

LinkedIn lancia Lead Gen Form

LinkedIn ha presentato in settimana un nuovo strumento dedicato in particolar modo all’utenza business, ovvero la possibilità di creare annunci sponsorizzati con form che si auto-compilano con le informazioni già presenti all’interno del profilo dell’utente.

È uno strumento pensato in particolar modo per l’utenza su mobile, che si trova spesso davanti a form da compilare piuttosto difficoltosi via smartphone, dove la soglia di attenzione è anche minore. In questo modo, quindi, le aziende che decidono di sponsorizzare l’iscrizione alla propria newsletter o ad un webinar possono contare, secondo quanto dichiarato dal social network, su un tasso di risposta più alto e con dati più sicuri. Proprio perché sono quelli già presenti sulla piattaforma.

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Bing aggiunge un chatbot alla ricerca locale

Il motore di ricerca di Microsoft (non proprio usatissimo, almeno in Italia ed in Europa) ha aggiunto una nuova funzione, per ora propriamente utile solo se abitate dalle parti di Seattle (che è la città in cui Microsoft ha la sede, per chi non lo sapesse). La funzione consiste in un chatbot, che si apre tramite una finestra Skype, che può rispondere alle vostre domande sul locale o ristorante per cui avete effettuato la ricerca. Riprendiamo degli screenshot da SearchEngineLand per farvi capire meglio:

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Trovato il ristorante, Bing chiede se si vuole fare qualche domanda al bot per avere informazioni più precise.

Si apre quindi una finestra di chat (Skype) che permette di chiedere alcune cose. Al momento non ci sono suggerimenti di domande per aiutare l’utente. Si deve andare quindi un po’ a prove ed errori.

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Sembra comunque che la funzione, come abbiamo ricordato ancora in beta e molto limitata localmente, possa essere utile per avere subito le informazioni necessarie a trovare e prenotare in un ristorante della zona. In generale sembra comunque che tutti i grossi attori del panorama ICT siano impegnati a capire come i chatbot possano essere utili agli utenti.

Amazon punta sugli influencer per la propria strategia di marketing

Amazon ha deciso di aprire un nuovo canale di partnership diverso dal tradizionale programma di affiliazione che, ricordiamo, è accessibile a chiunque e permette di avere un guadagno da acquisti sullo store online effettuati tramite link personalizzati.

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Il nuovo programma è destinato solo ai Social Media Influencer, è disponibile su invito ed è comunque soggetto a valutazione da parte dell’azienda (valutazione che verrà effettuata in base ai follower, fan e all’engagement sui social dell’influencer o presunto tale).

L’influencer avrà anche una pagina personale sullo store nel quale saranno presenti tutti i prodotti consigliati. Amazon ha specificato che non avrà alcun ruolo nello scegliere i prodotti da sottoporre all’attenzione degli influencer e che non distribuirà prodotti gratuitamente per le recensioni. Gli influencer, da conto loro, potranno ovviamente avere partnership con i brand, ma non sarà compito della piattaforma agevolarli.

E nel frattempo punta anche sullo streaming di eventi sportivi.

Altra notizia della settimana riguardante Amazon è che si è assicurata l’esclusiva streaming dei diritti del giovedì sera della NFL. Diritti che l’anno scorso erano stati comprati da Twitter (per 10 milioni di dollari) e che invece quest’anno sono andati al colosso dell’e-commerce online (che ha pagato ben 50 milioni di dollari, sembra), impegnato a rendere attrattiva la propria piattaforma Amazon Prime Video. Rumors non ancora confermati, ma che sarebbero coerenti con questa strategia, dicono che Amazon avrebbe anche fatto un offerta per i diritti della Serie A di Calcio italiana. Sarebbe senz’altro un colpo non da poco.

Articoli da leggere

Come si fa un calendario editoriale e quali sono gli strumenti più utili per gestirlo. Una guida completa di Content Marketing Istitute.

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Sul blog di Hubspot 12 esempi di piccoli brand che sono riusciti, grazie a delle ottime campagne social, a diventare virali (e quindi hanno visto crescere il proprio business).

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