Google si butta nell’affollato mercato delle chat business, Facebook continua la sua opera ai danni di Snapchat e Microsoft prova ad avere più abbonati a OneDrive in modo inconsueto…

 

Lunedì, il giorno per ripassare le ultime news su Social Media Marketing e Digital Marketing! Google cerca di mettere ordine nell’incredibile garbuglio dei propri servizi di messaggistica, Facebook continua la sua corsa a copiare Snapchat, e Microsoft prova a monetizzare in modo un po’…non convenzionale.

Google riposiziona Hangout come competitor di Slack

Dopo aver lanciato mesi fa le nuove app di messaggistica e videochiamata Allo e Duo, e aver recentemente cercato di sistemare la propria app per gli sms integrata in Android in modo tale che venga usata anche da tutti i produttori di smartphone, Google sembrava essersi dimenticata del proprio primo servizio di messaggistica: Hangout, integrato in Gmail e in Drive.

Invece questa settimana, con una mossa solo in parte a sorpresa, ma di certo interessante, Google ha deciso di riposizionare Hangout come un servizio per le aziende che usano i suoi prodotti professionali “G Suite” e potranno usare quindi la chat come uno Slack perfettamente integrato cone tutti gli altri prodotti. Si potranno quindi realizzare diversi canali e usare una chat e un servizio di videoconferenza multiutente (servizi re-brandizzati Hangout Chat e Hangout Meet).

Il modello di business sarà quello già sperimentato degli altri servizi Google, ovvero “freemium“; si potranno usare alcune funzioni gratuitamente, mentre altre saranno a pagamento.

Resta da vedere se per gli utenti Gmail “comuni” si manterrà il servizio Hangout o Google cercherà di far passare tutti gli utenti non business ad una delle altre app sviluppate (Allo per esempio).

weekly marketing recap 13 marzo goo

Instagram aggiunge gli adesivi geografici e Messenger lancia Messenger Day e i “dislike”

Sembra proprio inarrestabile la corsa di Facebook nella copia di feature di Snapchat da aggiungere alle proprie applicazioni e social network. Durante questa settimana sono comparsi su Instagram i filtri geografici, una delle feature più interessanti di Snapchat, che per ora però sono limitati solo a New York e a Jakarta. 

In pratica, come già per Snapchat appunto, l’utente che scatta foto in queste due città può aggiungere degli stickers specifici da inserire sopra le immagini.

weekly marketing recap 13 marzo stickers

Ma non è finita qui: sempre questa settimana Facebook ha iniziato il roll out mondiale di Messenger Day. Che è in pratica il clone delle Instagram Storie, delle Facebook Storie, dei WhatsApp Status e ovviamente delle Storie di Snapchat. Come in tutti gli altri servizi si possono fare foto, inserirci sopra sticker divertenti e quindi farle vedere nel feed a tutti i contatti Messenger.

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Sempre riguardo Messenger, si sono visti alcuni test di una nuova feature dell’applicazione, che consentirà di usare le reazioni (che tanto stanno piacendo agli utenti di Facebook) anche nell’app di messaggistica, per rispondere così ai messaggi. La “novità” è che sembra ci sia, oltre alle reazioni “canoniche” anche una reazione “dislike“, una prima assoluta per Facebook.

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WhatsApp vuole iniziare a monetizzare

Nel frattempo ci sono anche movimenti su WhatsApp, app comprata da Facebook anni fa e che da allora ha abbandonato completamente il piccolo tentativo di far pagare l’applicazione ai propri utenti. Tuttavia il momento di monetizzare arriva per tutti e sembra che la modalità scelta sia quella di far pagare a grandi aziende la possibilità di mandare messaggi pubblicitari o legati ad un servizio acquistato agli utenti tramite l’applicazione.

Il servizio sembra essere in fase di test in India, attraverso un’app apposita chiamata “WhatsApp for Business”.

…Anche Microsoft vuole monetizzare, ma in un modo un po’ inconsuento…

Nell’ultima beta della Creative Release sono stati avvistati inserti pubblicitari all’interno del File Explorer di Windows 10. Un modo senz’altro bizzarro per Microsoft per aumentare i propri ricavi…

weekly marketing recap 13 marzo ms

In ogni caso da Microsoft hanno risposto che la pubblicità riguarda solo l’opzione OneDrive (il cloud dell’azienda integrato con Windows) e che si può disabilitare.

Goole Doc + WordPress = <3

Una novità che piacerà a tutti coloro che hanno un blog basato su WordPress: d’ora in poi non ci sarà più la necessità di scrivere su un foglio di testo sul proprio pc per paura che un errore del server si “mangi” tutto il vostro lavoro, con l’obbligo poi di rifare tutti gli stili di formattazione su WordPress per paura che si perdano nella copia.

È infatti stata annunciata l’integrazione fra Google Doc e WordPress.com, per cui potete lavorare, anche in multiutente, su un foglio Doc e poi con un semplice click pubblicarlo sul vostro blog ospitato sulla popolare piattaforma. Non avete un blog su Worpdress.com ma usate WordPress su un vostro server? Potete usare la funzione con un plugin apposito: Jetpack.

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Articoli da leggere

Hubspot vi guida nell’utilizzo corretto dei micro-influencer, ovvero gli influencer non così grandi ma più che utili per guidarvi alla scoperta di una nicchia di mercato.

3 tool gratuiti da provare oggi per testare i vostri ads su AdWords (ok scusate i giochi di parole, ma i tool per capire se le nostre pubblicità funzionano è meglio conoscerli).

 


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