L’evoluzione del nofollow Google: tutto quello che devi sapere nella Weekly marketing recap del 13 settembre

 

Weekly marketing recap del 13 settembre: tutte le news della settimana in campo social e digital. Importanti novità a Mountain View con la notizia ufficiale della variazione dell’attributo nofollow e l’addio alla vecchia Search Console. Intanto, Snapchat e Instagram rilasciano nuove feature musicali. Vediamo insieme cos’è successo nel mondo web in questi ultimi sette giorni.

 

Il nofollow si evolve: nuovi metodi per identificare la natura dei link

Quasi 15 anni fa, l’attributo nofollow è stato introdotto come mezzo per combattere lo spam nei commenti sui siti web. Con il tempo è poi diventato uno dei metodi consigliati da Google per contrassegnare i link pubblicitari e / o sponsorizzati. Il web, nel frattempo, si è evoluto e da quando è stato introdotto il nofollow nel 2005 sono cambiate molte cose.

Google ha annunciato nei giorni scorsi che verranno rilasciati due nuovi attributi per identificare i link, i quali permetteranno ai webmaster di verificare in ricerca Google la natura dei collegamenti:

  • rel=”sponsored”: da utilizzare per identificare i link sul proprio sito creati come parte di annunci pubblicitari, sponsorizzazioni o altri accordi di compensazione;
  • rel=”ugc”: consigliato per i collegamenti all’interno di contenuti generati dagli utenti (User Generated Content), come commenti e post all’interno di forum.

Il rel=”nofollow” non cesserà di esistere e si utilizzerà nel caso in cui si desidera linkare ad una pagina web che non necessita di alcuna approvazione. Quando il nofollow è stato introdotto, Google non considerava i collegamenti contrassegnati con questo attributo come segnale da utilizzare negli algoritmi di ricerca. Questo ora cambierà e tutti gli attributi dei link (sponsorizzati, UGC e nofollow) verranno trattati come suggerimenti su quali link considerare o escludere all’interno della ricerca.

Verranno quindi utilizzati i suggerimenti come un modo per capire come analizzare ed utilizzare in modo appropriato i link all’interno dell’intero sistema. Perché continuare ad ignorare completamente tali collegamenti, com’era nel caso del nofollow?

Questo è quanto dichiarato da Danny Sullivan in un articolo ufficiale sul blog di Google e specifica che, poiché i link contengono informazioni preziose che possono aiutare a migliorare la ricerca, verranno studiati per comprendere meglio il contenuto a cui puntano.

 

Addio alla vecchia Search Console

Altra grande novità in casa Google questa settimana: è giunto il momento di dire addio per sempre alla vecchia Search Console. Già i SEO ripensano con nostalgia a quella Home e Dashboard, molto semplificate, che hanno fatto la storia del web, che sono state visualizzate oltre un miliardo di volte per milioni di siti web. Quelle sezioni hanno aiutato i proprietari di siti web, i SEO ed i webmaster a monitorare e migliorare le proprie prestazioni di ricerca su Google per oltre un decennio.

Ma il web non si ferma e si evolve! D’ora in poi, provando ad accedere alla vecchia homepage o alla dashboard si verrà reindirizzati alle pagine pertinenti della nuova Search Console. Per il momento alcuni rapporti sono ancora disponibili sulla vecchia interfaccia, ma presto tutto verrà trasferito e si dirà per sempre addio alla Search Console alla quale eravamo tanto affezionati.

Google search console vecchia interfaccia

Per i più nostalgici, Google ha lanciato l’hashtag #SCmemories per incentivare gli utenti a condividere i ricordi più belli collezionati in compagnia del tool più amato dai SEO e dai webmaster. Che aspetti a partecipare?

 

Spotify approda su Snapchat: la nuova integrazione per i più giovani

La nuova integrazione di Spotify per Snapchat, annunciata nei giorni scorsi, consentirà agli utenti della piattaforma per giovanissimi di sfruttare al meglio le funzionalità di entrambe le app: possibilità di ascoltare musica e podcast in mobilità (Spotify) e quella di condividere che cosa si ta facendo in quel momento (Snapchat).

Disponibile pe iOS e Android, gli iscritti non dovranno far altro che cliccare su menù in alto, alla voce “Condividi”, mentre ascoltano un brano e selezionare Snapchat tra le opzioni di condivisione disponibili. Da qui si potrà decidere se inviare lo Snap privatamente ad uno o più utenti oppure se aggiungerlo alla propria Storia Snapchat.

La nuova funzione rende più semplice agli utenti condividere ciò che stanno ascoltando e, naturalmente, per gli altri è una bella possibilità per scoprire nuove canzoni ed artisti.

 

Da Pandora alle Instagram Stories: la nuova feature di condivisione diretta

Musica e podcast sono fatti per essere condivisi con gli amici, non a caso in questo ultimo periodo c’è stata una raffica di condivisioni musicali su alcune tra le più grandi piattaforme. La settimana scorsa Spotify ha rilasciato le autorizzazioni per gli utenti a condividere le tracce sulle Facebook Stories con anteprime di 15 secondi, poi si è esteso a Snapchat ed ora anche Pandora è arrivata al Big Instagram.

Ovviamente quando parliamo di Pandora non si tratta del famoso brand molto attivo nel settore della gioielleria, ma della “nuova” app per lo streaming podcast e musicale. Da pochi giorni a questa parte, gli utenti della piattaforma saranno in grado di condividere canzoni, album, podcast, playlist e perfino le stazioni radio preferite con i loro amici tramite Instagram Stories.

Per procedere con la condivisione è sufficiente toccare il pulsante “Condividi” e scegliere “Instagram Stories” nella schermata. L’app genererà quindi una speciale scheda Cover Art che ben si adatta alle storie di Instagram. Puoi poi aggiungere testo o adesivi e condividere il risultato come Story o inviarlo via DM.

Gli spettatori possono toccare “Riproduci su Pandora” per ottenere l’accesso diretto a quel contenuto ed alla libreria completa presente sulla piattaforma.

 

Ora puoi chiedere a Google Assistant di effettuare chiamate video o audio su WhatsApp

Se da una parte Google Assistant ha sempre supportato i messaggi di testo per Facebook Messenger, Telegram, Viber e molteplici altre app, le opzioni di chiamata video e audio sono sempre state limitate… Almeno fino ad ora! Grazie all’integrazione di Google Assistant con WhatsApp, ora sarà possibile effettuare chiamate e video chiamate in maniera semplice e veloce.

Basterà un “Ehi Google, fai una video chiamata WhatsApp a Pincopallo” oppure “Ehi Google, chiama Tizio con WhatsApp” ed il gioco è fatto.

Google Assistant ha sempre supportato le chiamate vocali, ma solo con rete telefonica, e le video chiamate solo tramite Google Hangouts o l’app Duo.

Se la feature non è ancora disponibile sul tuo smartphone, non preoccuparti. Essendo un nuovo servizio, Google lo sta diffondendo piano piano a tutti i dispositivi Android.

 

Articoli da leggere

  • Da oggi è possibile dire addio ai mille tool per programmare i post su Instagram. Con il nuovo Creator Studio di Facebook è possibile programmare i post nel feed e IGTV, con pochi e semplici clic. Monia Taglienti, nel suo articolo, spiega meglio chi può utilizzare e come questo nuovo strumento gratuito messo a disposizione dalla piattaforma social più amata al mondo.
  • Le quote rosa, nel panorama digitale italiano, stanno via via aumentando. Digitalic ne ha individuate 15, di successo e molto influenti in Italia.

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Weekly Marketing Recap del 13 settembre: le novità digital della settimana
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