Google presenta nuovi Ads con l’AI integrata, Facebook punta sul 3D per i post e Snapchat ha nuove analytics…

 

Queste e altre news dal Social Media Marketing e dal Digital Marketing questa settimana. Ma la nostra storia di copertina riguarda Facebook e come questo si adeguerà al GDPR. Già, come?

Facebook, secondo una nuova ricerca, avrà diversi problemi con l’entrata in vigore del GDPR

Vi abbiamo già parlato del nuovo regolamento europeo per la privacy, un regolamento che sarà attivo dal prossimo 25 maggio e che sarà molto restrittivo per le aziende che vogliono raccogliere ed utilizzare a fini commerciali i dati dei cittadini europei. Ma chi è uno dei maggiori raccoglitori di dati? Esatto: Facebook. L’azienda americana, operando sul territorio europeo, non potrà esimersi dal rispettare la direttiva e, ora come ora, pare che sia per il momento assolutamente fuorilegge secondo quello che sarà la nuova normativa.

Innanzitutto, secondo lo studio dell’Università di Madrid, Facebook detiene al momento i dati sensibili di circa il 40% dell’intera popolazione europea. Questi dati vengono venduti da Facebook ai propri clienti perché possano targetizzare in modo efficiente gli ads sulla sua piattaforma.

La vera problematica relativa a questi dati è che più di 200 milioni di persone dell’EU non godrebbero quindi del diritto all’anonimato e che diversi aspetti della propria identità, aspetti che riguardano per esempio la propria posizione politica o il proprio orientamento sessuale, potrebbero essere utilizzati per fini commerciali, grazie ai profili derivanti dai dati immagazzinati da Facebook. Questa è una pratica fortemente contraria al GDPR, e potrebbe costare a Facebook una multa salata, pari al 4% del fatturato globale.

Google rimuove dalla ricerca la funzione per vedere le immagini

Google, a seguito di un’accordo con Getty Images, ha deciso di rimuovere, dalla ricerca per immagini, il bottone “Vedi l’immagine a dimensione intera”, ovvero la funzione per cui si poteva aprire  l’immagine direttamente dalla SERP senza dover passare dal sito originale.

La rimozione del bottone, orientato a rendere più difficile il “furto” di immagini protette da copyright, crea senz’altro un problema agli utenti, che sono quindi infatti ora costretti ad andare per forza di cose sul sito in cui l’immagine è ospitata per poter verificare se tale immagine è scaricabile e verificarne le dimensioni disponibili. Non blocca certamente il possibile furto di immagini ma certamente aiuta i siti ad avere più traffico da questo tipo di visite e rende il “furto” un po’ meno accessibile.

Ora si possono postare immagini 3D su Facebok

Facebook ha aggiornato la propria piattaforma per renderla compatibile con il formato glTF 2.0, diffuso standard per creare immagini 3D. La nuova funzione permette quindi di creare indipendentemente immagini 3D, potendole poi inserire all’interno dei post sul social network. In questo modo le immagini saranno facilmente embeddabili su pagine web, attraverso appunto Facebook.

In questo caso, per esempio, Sony rende noto che si possono condividere sul Social le immagini 3D create attraverso il 3D Creator del proprio smartphone.

Twitter alla guerra contro i bot

Il Social, dopo le polemiche relative alla possibile influenza che gli account fake hanno avuto sulle elezioni presidenziali americane, ha deciso di dare un giro di vite ai bot che imperversano sulla piattaforma, attraverso una sostanziale riduzione delle attività che si possono fare attraverso le API. D’ora in poi quindi saranno ammessi solo bot di particolare interesse per la collettività, che possano dare informazioni riguardo le informazioni d’emergenza, il meteo e in generale gli annunci di interesse pubblico. Twitter ha dichiarato che dal luglio 2017 sono state più di 220 mila le applicazioni rimosse in violazione ai termini di utilizzo.

Gli sviluppatori hanno tempo fino al prossimo 23 marzo per adeguarsi alle nuove regole di utilizzo delle API, vedremo quindi quanto queste nuove regole cambieranno effettivamente l’utilizzo della piattaforma. Nel frattempo i vostri account Twitter potrebbero sperimentare una riduzione dei propri follower, in misura relativa a quanti bot vi stavano seguendo.

Snapchat rilascia analytics più precise

Finora sulla piattaforma del fantasmino giallo l’unico dato che poteva essere ricavato, relativamente ai contenuti prodotti, era il numero di persone che vedevano la singola storia. Ora, finalmente, si avrà finalmente a disposizione un dato completo degli utenti che guardano il singolo contenuto.

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Una funzione, inutile nasconderlo, che è stata inserita per riuscire a vendere meglio la piattaforma ai possibili advertiser. Basterà a convincere i brand che Snapchat è finalmente una piattaforma matura?

Google lancia una nuova tipologia di banner pubblicitario, sfruttando l’AI

Quando diciamo che l’Intelligenza Artificiale cambierà, in pochi anni, la modalità con cui ci approcciamo al mondo del Digital Marketing non esageriamo. E le riprove di questo innegabile fatto si fanno sempre più frequenti.

Google lancia una nuova tipologia di banner pubblicitario, tramite la propria divisione AdSense, che dà la possibilità ai proprietari dei siti internet di non preoccuparsi del contenuto dei banner che compaiono sulle proprie pagine web. Sarà infatti l’Intelligenza Artificiale di Google, una volta esaminati i contenuti del sito, a inserire gli ads più congruenti.

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Per poter utilizzare gli AdSense Auto Ads i proprietari dei siti web non dovranno far altro che inserire un codice specifico all’interno della pagina web, decidere la tipologia di ads e lasciare che l’intelligenza artificiale, una volta analizzato il sito, proponga le pubblicità più in linea con il contenuto dello stesso.

Articoli da leggere

Sappiamo (più o meno) come funziona l’algoritmo di Facebook e anche quello di Instagram. Tuttavia si dà ancora troppo poca importanza ad un social in continua ascesa: come funziona l’algoritmo di LinkedIn? Un articolo di Hootsuite.

Noi Social Media Manager ci disperiamo tutti i giorni sulla caduta della reach organica. Ma un articolo di RazorSocial potrebbe cambiare la vostra prospettiva sull’argomento..e se la diminuzione della reach organica fosse in realtà una cosa buona?

Sempre a proposito di Intelligenza Artificiale, un articolo di The Next Web raccoglie pareri di Microsoft, Facebook e Google per sottolineare come l’AI non sostituirà i lavoratori, ma li aiuterà. Speriamo.

Abbiamo parlato la scorsa settimana del nuovo adblock integrato in Chrome. Marketing Land fa un riassunto di tutte le domande che potreste ancora avere!


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Facebook ha un problema con il GDPR?
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Facebook ha un problema con il GDPR?
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Weekly Marketing Recap del 23 febbraio: Le notizie più importanti dal social media marketing e dal digital marketing. Questa settimana Facebook e i nuovi post 3D, i nuovi ads con l'Intelligenza Artificiale, Snapchat inserisce nuovi strumenti per l'analisi del pubblico.
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