Cambogia è stato un musicista indipendente, ma è stato anche un enorme troll della scena musicale italiana, come ha fatto?

 

Partiamo dalla fine: lo scorso 23 giugno esce il nuovo video (e canzone) di uno degli artisti della scena “indipendente” italiana che più aveva fatto parlare di sé nell’ultimo anno, Cambogia. Il video ha dei sottotitoli che svelano inequivocabilmente che “Cambogia non esiste” e che è un progetto di un gruppo di videomaker, i Ground’s Oranges, che si sono dedicati dal settembre scorso alla realizzazione di questo progetto parallelo rispetto alla loro attività, quella di creare video musicali.

Cambogia è stato dunque un esperimento, un progetto ben studiato, creato da un gruppo di persone che avevano a che fare con la musica ma che a tutti gli effetti non avevano mai avuto nessuna esperienza nel mercato discografico, e che hanno dovuto studiare la “scena indipendente” italiana, per poter copiare di questa i luoghi comuni.

Nell’ultimo anno Cambogia ha sfornato diversi brani, fra i quali in particolare “Il mare non ha niente di speciale” che ha più di 60.000 visualizzazioni su Youtube, diverse recensioni entusiastiche su riviste specializzate, una pagina Facebook che ha raggiunto in poco tempo numeri lusinghieri e soprattutto moltissime richieste per suonare dal vivo, a festival o in locali. Richieste che, ovviamente, non potevano essere esaudite.

Abbiamo raggiunto “I Cambogia” per farci spiegare da loro stessi come si diventa una promessa della musica indipendente italiana per scherzo.

Partiamo dall’inizio. Sviluppo dell’idea: come avete pensato di promuovere un autore che non conosceva nessuno, soprattutto considerando che la promozione doveva essere effettuata solo online (senza concerti, eventi, etc)?

Avete creato a tavolino un piano di comunicazione pensando a quali mezzi utilizzare e come?

«Preferiamo definirla una mezza riuscita, ci sarebbe piaciuto concludere tutto con una parte live ma non ne abbiamo avuto il tempo. Non abbiamo utilizzato alcuna strategia, abbiamo solo ricreato nel nostro piccolo quello che immaginavamo facessero nei giri grossi. Nella pratica abbiamo chiesto a tutti quelli che conoscevamo (a prescindere dal fatto che gli piacesse o meno il progetto) di condividere Cambogia sui social. Inoltre avevamo giusto 2 contatti con 2 webzine conosciute e li abbiamo usati per fare scrivere 2 articoli. Prendi questo metodo e moltiplicalo per 100, 1000, un milione. Immagina quanto sia semplice se conosci molte più persone, immagina che queste persone siano inserite all’interno di radio, webzine, sale concerti etc in un giro molto più grosso come quello romano o milanese».

Uso dei social: avete messo in piedi una pagina Facebook e un account Youtube, come è andata la crescita di fan e di riproduzioni? (Al momento attuale “Il mare non ha niente di speciale” ha più di 60.000 visualizzazioni, mentre la pagina Facebook più di 4500 fan). Avete promosso il video utilizzando anche delle sponsorizzate o vi siete affidati solo al traffico organico?

«Il video è cresciuto tantissimo fin da subito per il dissing dovuto al nome troppo simile a Calcutta (del progetto, della pagina e dell’etichetta Napalm Dischi). Gli Haters che si sono scatenati sulla questione ci hanno dato una grossa spinta. Abbiamo messo anche una minima sponsorizzazione di Facebook al link del video per l’ammontare dell’immensa cifra di 25 euro».

Quanto avete puntato sul “misterioso” come strumento di marketing? Una scelta obbligata o voluta?

«Misterioso è solo un termine che prende in giro tutto questo creare attesa su un progetto senza motivo. Tutto questo é peggio dei Wonderbra e delle mutande imbottite, prima o poi vieni al sodo e ti accorgi che non c’è niente. L’alone di mistero ha sempre funzionato, come hanno fatto prima di noi i Cani o dopo di noi Gazzelle e Liberato. Scriverlo ovunque e ribadire di essere misteriosi è chiaramente l’esasperazione di un meccanismo che ormai ha lo stesso fascino di sapere cosa c’è dentro un ovetto Kinder.»

Grafica, immagine, tone of voice: ci ha colpito molto la vostra scelta stilistica, in linea con l’ispirazione indie ma comunque curata. Anche in questo caso, è stata una scelta derivata dalla scena indie o avete voluto dare uno stile al personaggio fin dall’inizio?

«Abbiamo scelto Andrea come volto perché è un nostro amico molto disponibile e tranquillo, poi come già detto piace al tipo di donna che ascolta l’indie, fra l’altro aveva già tutti i vestiti adatti nel suo guardaroba. La voce è di Davide Iannitti, anche lui nostro amico, normalmente canta in inglese con il suo gruppo i Loveless Whizzkid che fanno tutt’altro genere. Si è unito definitivamente al progetto dopo aver visto i risultati del primo singolo. Per quanto riguarda le sonorità, nonostante dovessero rimanere sull’ambito indie, Riccardo Nicolosi (che è anche l’ideatore principale del progetto Cambogia) e Davide hanno composto il disco facendo tutto in una piccola sala in modo molto personale, divertendosi talvolta e inserendo trovate compositive che in qualche modo potessero piacere anche a loro che non ascoltano quel genere. Hanno avuto appena 3 mesi scarsi a giorni molto alterni per comporre il disco.»

cambogia scherzo smm

Video: ovviamente da videomaker è probabilmente la cosa che per voi era più interessante da sviluppare. Avete seguito l’istinto o un piano di marketing? Vi siete “smascherati” con dei sottotitoli, è voluta la scelta in ottica social network dove i video sono quasi sempre visti muti?

«Abbiamo smascherato il progetto un po’ prima del dovuto per un solo motivo (avevamo intenzione comunque di farlo ad un anno esatto dall’uscita del primo singolo): pare che qualcuno abbia avuto la fantastica idea di fare una cosa molto simile alla nostra con qualche mese di distanza ma molto più in grande. Prossimamente immagino sveleranno pure quest’altro tizio che è pure piuttosto famoso ma non sarà difficile ricollegare i 2 eventi ora che abbiamo svelato le cose. Per quanto riguarda il video coi sottotitoli è un puro inganno, parti per vedere un video pop con una sexy coniglia e finisci a leggere un pippone su quanto sia effimera la scena indie».

Da qui in poi: come pensate di “sfruttare” il successo di Cambogia? Terrete la pagina Facebook e le darete una connotazione più vicina alle vostre attività o la lascerete come “fan page” in memoria o altro ancora?

«Ground’s Oranges e tutta la parte che riguarda esperimento sociale e troll dell’operazione finisce qui. Tra qualche giorno la pagina verrà lasciata in mano soltanto ai musicisti che ne faranno quello che vogliono. Non sappiamo ancora che tipo di musica proporranno ma di sicuro ci sarà un cambio nome del progetto. Chi vivrà, vedrà».

 

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Cambogia: il falso cantate diventato star dei Social
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Cambogia: il falso cantate diventato star dei Social
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Cambogia per quasi un anno è stato un nuovo cantante della scena musicale indipendente italiana. Peccato che non esistesse, se non sui social. Abbiamo intervistato chi era dietro a questo progetto di successo, dei veri troll!
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Leevia
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