Nel mondo del marketing esiste una sorta di sezione dark in cui finiscono tutte le pratiche scorrette che non si dovrebbero mai attuare. Questo è il caso dell’Ambush marketing che può portare a molte dispute legali.

In breve si parla di Ambush marketing quando un’azienda sfrutta la visibilità di un altro brand senza esserne sponsor o aver stabilito una partnership ufficiale. Un esempio pratico è la contesa Pirelli – Harley, la prima ha posizionato degli stand in un area molto vicina all’Harley Village durante un motoraduno in occasione del 110° anniversario. I vertici di Harley chiesero attraverso il tribunale di Roma di evitare qualsiasi riferimento ai festeggiamenti, anche se indiretto.

Ma questa voglia di guadagnare visibilità associando il proprio nome a quello degli altri non è una cosa che succede solo offline. Tantissimi esempi possiamo fare anche nel mondo del Web Marketing, Google rete di ricerca non vi dice nulla? Spesso quando cerchiamo un brand appaiono tra i primi risultati in Serp sponsorizzati dei diretti competitor. Fai la prova a digitale Mailchimp su Google e in prima posizione ci sarà “La migliore alternativa di Mailchimp” (la campagna è attualmente attiva nel momento in cui scriviamo, non garantiamo per il futuro). Un modo per prevenire che ciò accada è registrare il marchio in modo da non poter essere utilizzato da nessun competitor nel copy dell’annuncio, quando il marchio è registrato Google non approva gli annunci. Però si può usare la keyword e ancora l’algoritmo con è così intelligente da riconoscere abbreviazioni o acronimi associati.

Le competizioni sportive sono spesso teatro di ambush marketing, per i mondiali di calcio 2010 la birra Bavaria vestì 36 ragazze con il logo della competizione per un azione di marketing durante la partita Danimarca – Olanda. In questo caso però la birra lo sponsor ufficiale era la Budweiser, quindi le ragazze vennero bloccate prima di entrare in campo. In questo caso si è tentato di associarsi a spazi altrui, che hanno pagato o comunque legato una collaborazione.

Oltre al caso precedentemente meditato è curioso però come in certe occasioni avviene involontariamente, come la 500 fotografata da Google Street View davanti la sede Volkswagen, o quando un personaggio famoso indossa vestiti firmati ma lo sponsor ufficiale dell’evento sono altri marchi di abbigliamento ( ricordi le Nike di Michael Jordan o Reebok?)

Al momento ci sono molti buchi nella normativa che riguarda il copyright e l’esclusività mediatica, per cui sembra di essere in una giungla ma ciò non esclude che fare attività di ambush marketing possa avere dei brutti risvolti. Non è il caso di intraprendere un’attività legale lunga e costosa che può portare anche danni all’immagine del brand. Lo pensi anche tu?


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Ambush marketing, strategia scorretta ma legalizzata
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Si parla di Ambush marketing quando un'azienda sfrutta la visibilità di un altro brand senza esserne sponsor o aver stabilito una partnership ufficiale.
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