Ascolta “Leevia Marketing Stories #03 – Ottimizzazione Google SEO con Elisa Contessotto” su Spreaker.

Quali sono stati gli update di Google più importanti? Cosa dobbiamo fare per posizionarsi meglio su Google? Quali sono le attività che deve affrontare chi vuole fare SEO

Ha risposto a queste e tante altre domande Elisa Contessotto, formatrice di SeoZoom. 

In questo podcast abbiamo scoperto quali sono gli errori da evitare quando si vuole far crescere un sito tramite traffico organico e qual è la direzione che sta prendendo Google per prepararci ai prossimi Update.

Chi è Elisa Contessotto?

Sono Elisa Contessotto, formatrice di SeoZoom. Mi occupo di insegnare il tool, aiutare i nostri clienti ad utilizzare la suite al meglio e ad ottenere per questo il massimo dal proprio business.

L’update di Google più significativo

Sicuramente è Google Bert annunciato se non sbaglio il 25 ottobre 2019 ed è quello che ha cambiato la modalità con cui Google andrà a capire meglio quali sono le ricerche che vengono fatte da parte degli utenti. Un proseguimento di quello che aveva già iniziato con il nel 2015. Prevede l’implementazione della machine learning, infatti Google ha una capacità sempre maggiore di capire qual è il linguaggio naturale dell’uomo. Adesso Google sta focalizzando le sue energie per comprendere meglio la query digitata e fornire delle risposte che siano sempre più utili all’utente. 

Rispetto al passato che si tendeva ad avere degli update principali, ricordiamo Penguin e Panda, adesso ci sono update ogni giorno. Siamo di fronte all’era dell’innovazione dove i motori di ricerca hanno la capacità di capire ciò che l’uomo va a comunicare e quindi cercano di fornire risposte sempre più pertinenti . 

Ha senso ottimizzare per Keyword visto che si cerca di umanizzare la ricerca?

C’è ancora la tendenza da parte di tantissimi copywriter e di chi si occupa di scrittura online di concentrarsi su una keyword, ma è una pratica di ormai tanti anni fa. Si consiglia sempre un analisi delle keyword, ad esempio in SeoZoom abbiamo lo strumento di Keywords Infinity che ci permette di capire quali sono le query di tipo informativo, quelle transazionali e quelle navigazionali. Quindi prima di tutto dovremmo capire qual è l’intento di ricerca dell’utente. Su questo creare la base per costruire e capire quali sono le query utili per il testo. 

Mi è anche capitato di sentire richieste in cui mi chiedevano se il contenuto dovesse essere di 1000, 2000, 3000 parole. Ma l’importante è, come già diceva nel 2015 Ivano di Basi, avere il Focus Content. Dobbiamo fare dei contenuti focalizzati a ciò che chiede l’utente ed è anche la strada di Google in questi anni. La ricerca delle keyword serve per studiare l’argomento in modo da rappresentare il loro bisogno.

In qualità di formatrice vedo ancora tantissimi utenti che mi chiedono quante volte devo ripetere la stessa keyword, se devono inserirla nel tag title o nell’<h1>. Si è perso un po’ di vista la complessità ma anche la semplicità con cui dovremmo procedere. Un processo creativo semplice, capire il bisogno e scrivere la risposta utile nel modo più completo possibile cercando anche di spiegarlo con tutti i sinonimi del caso. Un contenuto informativo è molto diverso da un contenuto  di tipo transazionale e noi dobbiamo cercare di fare in modo di creare delle pagine che siano effettivamente verticali rispetto alla richiesta dell’utente. Le key transazionali, ovvero di chi sta cercando di comprare una cosa, difficilmente si piazzano in contenuti informativi quindi anche la ricerca di sessione va influire tantissimo sull’elaborazione che andiamo a fare. 

Quali sono i falsi miti sulla SEO

Ce ne sono tantissimi, riguardano sempre una certa semplificazione di alcune attività in modo da non richiederci di ragionare su quello che stiamo facendo. Purtroppo molti pensano che ci sia una check list, ad esempio mettere la stessa query 50 volte nel testo. Cercano una rassicurazione in una check list sperando che poi i loro contenuti si posizionino un po’ per magia. In realtà come tutte le cose che possono sembrare semplici in realtà non lo sono. Ci sono contenuti con tantissima competizione e si deve studiare in maniera ampia perché oltre noi ci sono i nostri competitor e altre realtà più grandi, altri che nascono nel corso del tempo.  Dobbiamo cercare di capire noi cosa funziona in quel momento. 

Nell’attività di posizionamento non c’è nulla di difficile ma ci sono tanti piccoli mattoncini da fare. Andiamo ad ottimizzare bene la struttura.

Non sono a favore di queste facilitazioni che funzionavano almeno 10 anni fa. 

Come posizionare un sito con più aspetti visual che di contenuti.

Quando parliamo di contenuti facciamo riferimento anche alle immagini, alla struttura. Ad esempio le immagini devono contenere i file nominati correttamente. Cosa che non fa praticamente nessuno. Si deve inserire anche l’attributo alt, ovvero il testo alternativo che vada a spiegare il contenuto dell’immagine. Un attributo fondamentale per quanto riguarda l’ottimizzazione perché aiuta a spiegare cosa c’è quando una pagina non si carica, aiuta anche il pubblico degli ipovedenti o dei non vedenti a leggere tramite gli appositi dispositivi. 

Anche la struttura del permalink e la struttura del sito sono importanti. Ad esempio nel sito di un fotografo immagino una struttura con degli url che spieghino la parte del portfolio. Oppure nell’ambito wedding, nella parte delle dediche sul matrimonio ci sono varie sfaccettature. Poi diciamo che anche la parte testuale può essere distribuita meglio, solo in basso o più in alto del sito, lasciando in evidenza le immagini. L’importante è che sia chiaro per gli utenti il percorso d’acquisto o di acquisizione dei Lead. 

Si possono comprare dei link esterni per posizionare meglio il sito

Da alcune immagini ufficiali forniti da Google viene spiegato il processo di indicizzazione, come una pagina viene scelta rispetto all’altra e uno dei criteri è proprio se viene linkata da altre risorse. Dobbiamo acquisire link in modo naturali, magari con delle attività di Digital PR o con delle campagne specifiche. Per alcuni settori non è facile acquisire i link naturale e quindi comprano dei backlink. Però un conto è farlo verso un sito che già funziona e un altro è su un sito che non ha una buona struttura e non è ottimizzato. Quindi prima bisogna sistemare il sito e farlo performare dal punto di vista tecnico e poi acquisire dei link. L’acquisizione di link non ci aiutano a sistemare i problemi ma ci aiutano a spiccare il volo, specialmente se viene linkato da risorse autorevoli in cui viene citato o menzionato. 

Non dobbiamo pensare in maniera lineare, quindi compro un link e lo metto su un testo. Prima bisogna pensare a una strategia che preveda delle anchor text sempre diverse, non solo di tipo manipolativo ma bisogna lavorare sulle anchor text Branded, quindi che riguardano il brand. Quindi l’attività di backlink è importante ma dipende come viene fatta. Prima facciamo crescere il Brand in modo da dargli autorevolezza.

Google sta spingendo molto sui link, lo vediamo con gli update dei diversi modi su come segnalare la sua natura. Prima c’era solo no follow, adesso ci sono anche rel=sponsored e altri. Però confrontandomi con i miei colleghi ancora è troppo presto per vedere gli affetti, si vedrà in futuro come potranno prendere peso o no. 

Come scegliere l’anchor text

In teoria un buon profilo backlink dovrebbe avere delle anchor di tipo manipolativo con la query esatta ma allo stesso tempo bisogna evitare un’attività artificiale e quindi ci riporta a lavorare sulle query branded. Possiamo alternare quelle branded con quelle manipolative. La scelta del “Clicca qui” piuttosto che “Approfondisci” cambia a seconda di dove si pubblica il contenuto. Ci sono delle testate editoriali che hanno rigide linee guida e quindi non si può scegliere sempre in maniera autonoma. L’importante è che il link sia inserito in modo naturale all’interno del testo e linkare verso una pagina che sia ben indicizzata sennò stiamo sprecando quel link e non potrà farla crescere. 

In SeoZoom, ad esempio, abbiamo questa funzionalità che ci permette di ottimizzare il contenuto delle pagine controllando all’interno dell’area contenuti dei progetti, quali query sono state inserite e quali non sono state inserite. Non dobbiamo inserirle tutte ma ci aiuta a capire se abbiamo trattato tutte le parti importanti o se ci sia qualcosa da sviluppare.

Ad esempio nella pagina di un sito di matrimonio, nella pagina dedicata alle frasi capita di mancare qualche concetto simile ma importanti per gli utenti come per esempio le citazioni, le dediche, i messaggi e le felicitazioni. 

Quali sono le attività Off-Page in ambito SEO

Abbiamo l’attività di link building. Ma se parliamo delle on-site inerente alla struttura del sito web ci sono degli aspetti legati all’ottimizzazione dei link interni, alla creazione dei permalink, il miglioramento del crawl budget. Quest’ultimo tema è molto importante perché adesso Google ha a che fare con molte risorse da gestire e dobbiamo immaginare che per Google il tempo è denaro. Quindi è importante ridurre il tempo che ci mette per scansionare il sito.  

Il tema delle risorse è molto attuale che fa i conti con un web con tantissimo materiale. Un sito che sia scansionabile velocemente ha anche delle performance migliore, deve essere facilmente navigabile anche da mobile. 

Eliminare le immagini può aiutare a scansionare meglio il sito?

La buona pratica sarebbe quella di caricare dei file che abbiano delle dimensioni corrette e che non siano troppo pesanti. Prima di cancellare qualcosa dobbiamo stare sempre attenti. Riguarda moltissimi utenti l’ottimizzazione delle risorse e di come sia importante tagliare qualche ramo secco o tagliare qualche pagina però il rischio è si cancelli contenuti utili per gli utenti. 

Prima di eliminare qualcosa bisognerebbe fare due passaggi: prima controllare Google Analytics e con Google Search Console se effettivamente quei contenuti non stanno portando niente. Molto traffico che riceviamo può arrivare da Google Immagini. Ci sono dei contenuti insospettabili che portano traffico dal punto di vista organico o dai social quindi dobbiamo fare attenzione.

Ricordo un caso in cui in un sito web riceveva tantissimo traffico da un PDF che si era posizionato inspiegabilmente, di un catalogo prodotti.

Poi come sempre ricordiamo di mettere dei reindirizzamenti.

Quali saranno i prossimi update di Google

Saranno sempre update che riguardano la comprensione più ampia dei bisogni dell’utente. Non immagino cose diverse rispetto a questo. Si studierà il comportamento dell’utente, non solo tramite linguaggio scritto ma anche tramite la voce e il linguaggio. Da un lato una conoscenza sempre maggiore della modalità di interazione dell’uomo grazie alla grande quantità che Google possiede. Varierà le esperienze che si possono fare online, dalle mappe a Youtube, alle esperienze di viaggio, le prenotazioni. 

Come contrastare la decrescita di un sito per via degli update di Google

In realtà per fortuna ci sono questi update, perché ci sono tanti siti che grazie agli update sono riusciti a riprendere posizione. Quindi bisogna vedere entrambi i punti di vista. 

Ciò che possiamo fare è fare dei cambiamenti che siano sempre migliorativi anche rispetto all’evoluzione della tecnologia e delle conoscenze che abbiamo. Ci sono ancora tantissimi siti web non sono ancora ben ottimizzati, pieni di spazzatura, che non hanno buoni contenuti e non prestano cura ai contenuti che vanno a pubblicare. Fanno delle attività spammosi. Mi piacerebbe immaginare un internet dove ci sono contenuti curati, con siti web che siano pensati a monte. 

Il nome del dominio è ancora importante per il posizionamento?

Questa è una delle pratiche che funzionavano un po’ di tempo fa e adesso è praticamente ininfluente. Ha più senso che il sito sia ben ottimizzato con il nome del dominio per il brand, quindi un lavoro di branding più che con la keyword esatta. Io in generale non solo favorevole a questi segreti, trucchi. Alla fine di tutto è vincente di studiare il proprio prodotto, il pubblico e cercare di fornire un contenuto utile, che sia facilmente navigabile e che permette agli utenti di avere una esperienza piacevole all’interno del nostro sito che vada a fornire le informazioni di cui hanno bisogno. per me questo è il segreto più grande. 

Se dovessi dare l’ultimo consiglio è di cercare all’interno di una strategia di non avere mai un solo canale di traffico ma avere più canali. In questo modo avremmo la certezza che se un domani Google rallenta un po’ il traffico, il sito avrà comunque la sua autonomia. 

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Riassunto
Ottimizzazione su Google e SEO con Elisa di SeoZoom - Marketing Stories #03
Titolo Articolo
Ottimizzazione su Google e SEO con Elisa di SeoZoom - Marketing Stories #03
Descrizione
Ottimizzazione su Google e consigli su come affrontare vecchi e prossimi update con Elisa Contessotto di SeoZoom
Autore
Editore
Leevia
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