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La domanda che vi state ponendo da mesi: perché si parla tanto di Blockchain e perché è importante non essere colti impreparati?

 

Da parecchi mesi si sente parlare, ormai sempre più insistentemente, della tecnologia Blockchain, tecnologia che sta alla base della moneta virtuale Bitcoin e in generale di tutte le criptovalute. Da più parti spesso si dice che la blockchain possa essere la nuova “Big Thing”, al pari quasi alla diffusione del Word Wide Web, la tecnologia che sta alla base dello stessa rete internet come la conosciamo oggi. Ma cos’è la Blockchain, perché potrebbe essere una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria e quali sono i settori dove potrebbe farsi largo?

Partiamo dall’inizio: cos’è la tecnologia blockchain, spiegato semplice

Posto che stiamo parlando di questioni che, se approfondite da un punto di vista tecnico, risultano molto complesse e che non è certamente il nostro obiettivo quello di spiegare nei dettagli come funziona la blockchain, cerchiamo di esemplificare gli elementi portanti di questa tecnologia. La blockchain, come ci può suggerisce la parola stessa, è una “catena” di operazioni (e più operazioni si aggregano in blocchi) che ha come caratteristica quella di essere auto-validante, senza necessità di alcun garante esterno all’operazione che ne certifichi la correttezza.

Blockchain graf1

rappresentazione grafica di blockchain, da Wikipedia

La certezza della validità dell’operazione è quindi data dalla stessa “catena” di operazioni, per cui l’operazione successiva è trascritta successivamente all’operazione precedente su un documento chiamato ledger, un vero e proprio registro pubblico e trasparente di tutte le operazioni. Nel registro, distribuito a tutti i soggetti che fanno parte della blockchain, sono registrati tutti i blocchi, nei quali sono presenti tutte le operazioni fra i soggetti. Questa vera e propria catena di azioni non è validata, come avviene per esempio nelle transazioni bancarie, da un ente esterno, che certifica la transazione fra due soggetti, ma da tutti i partecipanti alla blockchain, di modo che questa proceda come, appunto, una catena, in cui è l’anello precedente che sostiene l’anello successivo.

Va bene, ma quindi, a cosa può servire?

Detto che, appunto, la spiegazione è stata molto semplificata, veniamo al punto principale della questione: a cosa può servire la tecnologia blockchain? Come saprete la blockchain è stata implementata prima di tutto come modalità per creare una moneta (il Bitcoin) senza che vi sia la necessità dell’esistenza di una “banca centrale” che validi l’emissione di moneta. Nelle criptovalute, infatti, è la blockchain che valida l’emissione e lo scambio di moneta, attraverso la modalità che abbiamo visto. Quindi l’emissione di criptomonete è, per il momento, la funzione principale delle blockchain, ma ciò non toglie che la tecnologia possa essere applicata a qualunque altro settore che al momento necessita di un “arbitro” esterno. I passaggi di proprietà, per esempio, sono senz’altro uno dei primi casi allo studio per la sua implementazione. Infatti, come ben sappiamo, la transazione, per esempio, di un immobile viene “validata” da un soggetto terzo: il notaio  Anche le assicurazioni sono un altro campo che potrebbe essere interessato da questa tecnologia.

blockchain grafico

Ma una volta che si passa dal settore finanziario o immobiliare a qualunque altro campo di attività, ci possiamo accorgere presto che la tecnologia blockchain potrebbe effettivamente in teoria essere applicata ovunque. Infatti basta che vi sia un passaggio di informazioni crittografato fra un emettitore ed un ricevente perché vi sia per forza la necessità che qualcuno dall’esterno verifichi l’autenticità dei due soggetti. E ognuno di questi passaggi, quindi, può essere sostituito con una catena blockchain.

Benissimo, allora perché non è già stata adottata?

Posto quindi che in teoria la tecnologia blockchain, come sostengono i più entusiasti, può effettivamente rivoluzionare il modo con cui pensiamo alle transazioni, alle verifiche di identità, ai modi con cui compriamo ed usufruiamo dei servizi, (pensate per esempio ad acquistare un bene online senza necessità di avere una carta di credito, che funge solitamente da garante per la vostra disponibilità di moneta), al momento questa rivoluzione teorica non si è ancora tradotta in realtà, in quanto la tecnologia ha ancora diverse problematicità da superare, prima di poter essere applicata su grande scala.

Prima di tutto la blockchain è ancora molto dispendiosa dal punto di vista energetico: tutte le scritture di tutti i blocchi avvengono in modo crittografato, per cui tutti i computer devono utilizzare un algoritmo specifico per mandare la comunicazione ad un altro computer. Questo lavoro ovviamente non è a costo zero e definisce invece un supplemento di energia che il computer consuma per poter svolgere l’operazione.

A causa di questo lavoro inoltre la comunicazione fra computer e computer è molto lenta, per essere sicuri della certificazione di una transazione c’è un certo quantitativo di tempo necessario. Più sono le transazioni che vengono effettuate contemporaneamente, più è necessario tempo per valutarle tutte, in quanto è tutta la rete di computer che certifica la transazione.

Terzo grande problema è l’irreversibilità delle transazioni. Siamo abituati, infatti, che è la banca il “nodo” che derime le problematiche al momento in cui insorge una disputa nell’acquisto di un bene. Di solito in questi casi è la banca o l’emettitrice della carta di credito che può annullare una transazione, restituendo il denaro ed eliminando la spesa, come se questa non fosse mai avvenuta. Questo, all’interno della catena blockchain non è possibile, proprio per la natura stessa della catena, una volta che una transizione è avvenuta questa fa parte del registro delle transazioni, e non è modificabile. L’unico modo quindi per ri-avere il proprio denaro é creare una nuova transazione (il che vuol dire anche un aumento esponenziale delle possibili transazioni che vengono effettuate tutti i giorni, andando a peggiorare i primi due problemi).

La blockchain è il futuro?

La risposta sincera? Non lo si sa ancora. Molte aziende (e molte banche) stanno attualmente valutando benefici e rischi di adottare, in alcuni casi, la tecnologia blockchain, ma al momento è decisamente troppo presto poter dire che questa tecnologia cambierà la nostra vita. Nel frattempo, comunque, è bene tenere sotto controllo tutte le news relative in modo da non farsi cogliere impreparati.


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Blockchain non è solo una tecnologia che si associa ai Bitcoin, ma può potenzialmente rivoluzionare quasi tutti i settori. Ecco come e quali sono le difficoltà.
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