I testimonial sono elementi decisivi per il successo della tua attività online.

 

Il motivo è semplice e riguarda un principio ben noto a chi si occupa di persuasive marketing, copywriting e neuromarketing. Il passaggio chiave riguarda ciò che Robert Cialdini ha messo su carta nel libro “Le armi della persuasione”.

Questo testo affronta le leve che spingono un individuo a seguire la comunicazione efficace di chi conosce la centralità della simpatia per creare un contatto con il pubblico, e della scarsità per attivare interruttori mentali molto potenti. Interruttori che devi usare al meglio per ottenere i risultati sperati.

Tra queste tecniche trovi i testimonial, contenuti di varia natura che puoi inserire in una pagina web (non solo, ma ora ci occupiamo di questo) per spingere il lettore a compiere un’azione che rientra nei tuoi piani. Sto parlando di una conversione finale come l’acquisto o la prenotazione, o di un’azione intermedia per generare lead. Vale a dire utenti interessati alla tua offerta.

Per approfondire: i migliori esempi di native advertising

Come deve essere un testimonial

Questi testimonial, o testimonianze se preferisci, si trovano di solito nelle aree più delicate e che permettono al lettore di arrivare a una conclusione chiara: posso fidarmi. In realtà prima di capire come e che forma usare per creare un buon testimonial è giusto affrontare una domanda molto importante. Ovvero, come deve essere un testimonial per funzionare? Ecco una checklist da rispettare:

  • Reale
  • Obiettivo
  • Verificabile
  • Targettizzato

Il primo punto è chiaro: non inventare recensioni e testimonianze solo per fare numero e per aggiungere qualcosa di buono alla tua landing page. Piuttosto regala il prodotto o il servizio in cambio di un contributo, ma in ogni caso (e passiamo al secondo step) non influenzare chi ti deve recensire. Lascia massima libertà, sarà la chiave per rendere il testimonial credibile ed efficace.

Poi, nei limiti del possibile, il testimonial deve essere verificabile. Quindi se non ci sono problemi inserisci nome, cognome, email, contatto Facebook o sito web. Decisiva l’immagine, deve essere reale e non presa da uno stock immagini per riempire gli spazi. Anche perché se la persona è riconoscibile dal target la sua opinione ha valore maggiore. Detto questo, quanti tipi di testimonial puoi aggiungere in una pagina del tuo sito web? Leggi la mia lista e crea la tua strategia.

Tweet pubblici: il testimonial social

Un buon modo di organizzare i testimonial nelle pagine web e nella home di un sito: i tweet che ti riguardano e ti consentono di certificare il tuo lavoro. La testimonianza pubblica su un social network come Twitter è preziosa perché può verificare in pieno l’identità della persona che ha lasciato il contenuto. Inoltre puoi embeddare i tweet nelle pagine web o retwittare sul tuo canale.

Alternativa interessante: dai una stella per aggiungere il tweet nei preferiti e poi embedda la lista dei tweet segnati dalla stellina in una pagina. Ovviamente sarà tua premura inserire nei preferiti solo i tweet che riguardano il tuo lavoro e i complimenti che le persone fanno in pubblica piazza.

Anche Facebook funziona come testimonial

La possibilità di usare Twitter come base per creare testimonial è un punto di partenza, puoi usare qualsiasi piattaforma pubblica per riprendere complimenti e testimonianze da lanciare su altri social e siti web. Assicurati, però, di avere il benestare di chi ha scritto il contributo: chiedi il permesso, sempre, prima di ripubblicare qualcosa oltre le specifiche lasciate dall’autore.

Logo e indicatori di affidabilità

Questi elementi sono utili per sintetizzare segnali potenti. Le pagine dedicate alle conversioni possono usare testimonianze scritte per argomentare le motivazioni che dovrebbero spingere il pubblico a compiere un’azione. Ma puoi usare il visual per mettere in chiaro le tue collaborazioni.

Non mi riferisco a clienti qualsiasi ma di multinazionali o aziende che comunque sono conosciute dal target di riferimento. Detto in altre parole, qui devi mettere i pezzi da novanta: se hai collaborato con realtà importanti meglio sfruttare il canale più forte e immediato (la vista) per confermare la tua attività e avere delle credenziali precise, efficaci e ben strutturate.

Un altro indicatore di qualità: articoli usciti su testate giornalistiche, blog di settore e interviste svolte per realtà editoriali targettizzate. Non devi mettere tutto, solo ciò che ha peso in termini di notorietà nazionale. Oppure dei riferimenti legati a una realtà specifica per il target.

Stile recensione prodotti (con stelline)

Hai presente le recensioni che pubblica Amazon sulle schede? Ti svelo un segreto che segreto non è: funzionano alla grande. D’altro canto un colosso del genere pensa a ogni singolo pixel, però c’è un fattore che puoi replicare e sfruttare a tuo favore: le stelle del rating.

Mi riferisco a un messaggio visual che comunica subito ciò che il pubblico vuole, una scorciatoia mentale per prendere una decisione che si allinei con le proprie necessità e conoscenze pregresse.

Video testimonial: perfette per pagine e social

Una soluzione potente ed efficace che puoi sfruttare sulle landing page e sui social? Recensioni che vengono registrate attraverso il canale video e caricate su piattaforme per embeddare il tutto dove preferisci. Il vantaggio è che puoi umanizzare il tutto, puoi dare un volto e una voce reale

Il questo modo l’opinione lasciata nel video diventa potente. Funziona, ma è vero che ci sono difficoltà nell’organizzare tutto. Per fare in modo che la testimonianza video sia efficace devi creare un contenuto di qualità. Devi poter registrare il video e l’audio della persona puntando su un risultato superiore, non sempre questo è possibile. Ma quando c’è l’opportunità puoi sfruttare questa leva.

Visual quote per i social e il sito

Una delle soluzioni più interessanti per creare delle testimonianze interessanti: definire un formato visual e creare delle quote da pubblicare dove preferisci. Sempre con il via libera di chi ha detto qualcosa sul tuo lavoro. Ad esempio, puoi usare uno strumento come Canva per gestire il testo e la foto, in modo da creare qualcosa di piacevole. Magari con colori del brand, logo e URL del sito.

Il content marketing può diventare testimonial

Un lavoro orientato al content marketing può aiutarti a creare delle testimonianze alternative alla classica citazione e valutazione con immagine. In cosa consiste quest’attività? Il tuo blog e il tuo spazio web potrebbero trovare la possibilità di pubblicare:

  • Interviste ai clienti
  • Case study di successo
  • Presentazioni a eventi
  • Recensioni in forma di post

Non credo nella formula dei comunicati stampa e dei pubbliredazionali. Detto in altre parole, i contenuti non devono essere un concentrato di elogi ma un chiarimento concreto rispetto a un’attività svolta dal cliente o dall’azienda. Se fatto bene, questo lavoro di content marketing può diventare una valida testimonianza del tuo lavoro online e offline.

Per approfondire: visual content marketing. cos’è e a cosa serve

Tu come hai inserito i testimonial?

I testimonial sono indispensabili per far funzionare le tue landing page, per accogliere il pubblico in un ambiente credibile e per portare l’attenzione su aspetti che vuoi mettere in luce. Un punto da sottolineare: non esagerare, non puntare su testimonianze che non rispecchiano la tua realtà.

Guadagna l’intervento dei clienti in modo onesto e senza forzature. Sei d’accordo? Tu hai già inserito i testimonial nelle pagine del sito web? Ti servono? Lascio a te la parola nei commenti.


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