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Una chiacchierata tra food e contest: la vita e la carriera di una Social Media Manager di successo

Nel post di oggi abbiamo voluto fare qualche domanda a Monia Taglienti, social media manager e blogger operante nel settore food.

Monia Taglienti, nella vita quotidiana, è una 35enne nata e cresciuta a Nettuno, in provincia di Roma, con un ottimo motto: “Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta” citando Riccardo Oda.

Una velata critica ad un certo modo di operare sul web, da parte di chi preferisce lavorare con entusiasmo e professionalità, ma senza auto-attribuirsi doti mistico-ascetiche da guru del SMM.

Inauguriamo quindi con Monia una serie di interviste a personaggi più o meno noti del Digital Marketing.

Le interviste di Leevia: parliamo con Monia Taglienti

Quando hai compreso che i Social sarebbero stati il tuo futuro professionale?

«Il tutto è nato durante il periodo universitario. Ho studiato Comunicazione e Marketing alla Sapienza di Roma e già in quegli anni nascevano i primi Blog e le prime forme di aggregazione virtuale. Nel 2003 ho creato il mio primo Blog personale, sulla piattaforma de “Il Cannocchiale”, aveva un buon seguito. A quei tempi era facile posizionarsi bene e avere un pubblico intento ad ascoltarti, proprio perché la popolazione della rete era nettamente inferiore: in Italia il 37.7% aveva un pc in casa (Fonte: Screen generation – gli adolescenti e le prospettive dell’educazione nell’età dei media digitali di Pier Cesare Rivoltella) e il digital gap era veramente ampio tra giovani e anziani. Qualche anno più tardi ho capito che volevo sostenere la presenza digitale delle aziende e fare in modo che questa potesse, in sinergia all’offline, raggiungere gli obiettivi business prefissati».

Come organizzi il tuo lavoro quotidiano?

«In genere ho un planning settimanale al quale mi affido e giornalmente depenno ciò che è stato fatto.

Di fatto la mia giornata è organizzata in step: appena sveglia controllo le notifiche della notte e dell’alba, leggo articoli di settore e condivido ciò che può essere di mio interesse e dei miei contatti.

Metà mattina vado in palestra, un problemino di salute mi obbliga ad allenarmi tutte le mattine, quindi non è moda come pensano molti, è necessità.

Torno ed inizio l’opera di gestione fanpage dei clienti, pranzo (sì, io pranzo) e poi nel dopo pranzo scrivo, è questo il momento più fertile per me e la scrittura.

Community management spalmato in tutto il giorno (anche se sono a cena fuori, sì) e poi monitoraggio. Per convivere bene con un lavoro che prende quasi tutta la giornata e la nottata, ho scritto un articolo che riassume Le 5 regole per lavorare serenamente nel digital».

Quali sono i Social Network che utilizzi di più per il tuo personal branding, quali per curare l’immagine dei tuoi clienti e con quali modalità?

«Per il mio personal branding, quello che uso di più, è Facebook: ne sono innamorata perché unisce il commento smart all’approfondimento con le note ad esempio, o con i gruppi.

Comunque, già da qualche tempo sono presente in rete con Pinterest ed Instagram in maniera più sostanziosa perché il settore in cui opero, il Food, è fortemente visuale e ho cercato di dare la stessa forza ai miei canali.

Twitter lo adoro per il flusso di notizie e informazioni in tempo reale: è veramente una piattaforma importante per far girare informazioni o contenuti realmente utili.

Per i clienti: dipende sempre dalla strategia adottata e dagli obiettivi business, certamente non si può non considerare Facebook e Instagram in una gestione digital food.

Le modalità e le tempistiche dipendono sempre dalla community, dagli obiettivi e dal budget a disposizione per quanto riguarda i clienti. Per i miei canali personali, invece, a seconda dei contenuti che ritengo davvero importanti per me e per i miei contatti, non quelli di coloro che mi sono amici o che devo “lavorare” per qualche secondo fine».

Se non ho niente da condividere non lo faccio: per il semplice fatto che lavoro in rete, non devo condividere anche l’inutile, tanto per esserci. Non opero in questo modo, né nella vita reale, né online.

Quali sono invece gli strumenti o tool che utilizzi quotidianamente e che giudichi più utili?

I tool imprescindibili diciamo che possono essere racchiusi in tre aree:

  • Area Creativa: Photoshop (base proprio) e Canva (versione premium);
  • Area Analisi e Programmazione: Fanpage Karma, Hootsuite e Agorapulse;
  • Area organizzativa: Pinterest (sì non è un tool, è un social che uso come tool), Feedly, Evernote».

Tu operi come social media manager e blogger soprattutto nel settore food: quanto è importante per un ristorante o per un’azienda del settore curare la propria immagine social/web e come dovrebbe farlo secondo la tua esperienza?

«Dico sempre ai miei clienti che qualsiasi attività oggi non può permettersi di lasciare ai propri concorrenti una fetta di popolazione composta da quasi 40milioni di utenti internet.

La ristorazione è un mercato complesso che vive oggi un passaggio importante, da prodotto per pochi eletti a prodotto per tutti, con la nuova ristorazione molte più persone possono permettersi di mangiare fuori casa, vuoi per piacere o per lavoro, infatti un italiano su due frequenta bar e ristoranti secondo i dati Fipe.

In questo vortice di pasta, pizza, bistrot e ristoranti gourmet non è possibile non comunicare la propria presenza online, proprio perché i motori di ricerca e i social sono strettamente connessi e secondo i dati TripAdvisor quasi il 75% delle persone, visiona prima la presenza in rete dei ristoranti che andranno a prenotare.

Quindi è importante esserci, ed esserci al meglio.

Il che significa non improvvisarsi gestori della Pagina Facebook o di altro social, non rispondere come meglio si crede alle recensioni TripAdvisor, ma cercando il sostegno di professionisti del settore che gestiscano la presenza digitale del proprio ristorante in maniera appropriata».

Come sai, Leevia si occupa di fotocontest e concorsi a premi sul web in generale. Dato lo stretto collegamento tra visual e food, pensi che i contest online possano essere una buona strada per aumentare l’engagement sui social e in generale per rendere più efficace le campagne online di un brand del settore?

«I contest online sono fondamentali per intrattenere la community, creare engagement e perseguire una strategia digitale completa che si occupi anche di lead generation.

Di contest ce ne sono diversi attivi, in misura minore anche i Ristoranti possono avviare dei contest davvero interessanti per la lead generation, come ad esempio far scattare una foto di un piatto, lanciare l’hashtag ufficiale e indurre i clienti a condividerlo sui canali social in modo che quello con più I Like possa vincere una cena oppure essere Guest Tester di una nuova ricetta oppure creare serate a tema, magari nei giorni feriali quando il ristorante soffre un po’, far scaricare un Coupon inserendo l’indirizzo email, in modo da creare un dabase utile per newsletters e promozioni future. C’è solo da studiare la modalità più utile!».

Un’ultima curiosità: qual è secondo te il segreto del successo per chi fa il tuo mestiere? Prova a dircelo in tre parole…

«Occorre molta umiltà, io quello che noto in giro per la rete è tanto pressapochismo e improvvisazione da parte di chi vede il Digital come l’ultima spiaggia o l’EL Dorado.

Oltre questo direi la pazienza e tanto amore per la sociologia.

Di fatto i social vengono da sociale, se non si conosce un po’ di sociologia, difficilmente si utilizzeranno a pieno i social».

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Riassunto
Titolo Articolo
"Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta": intervista Monia Taglienti
Descrizione
Una chiacchierata tra food e contest con Monia Taglienti: social media manager e blogger specializzata nel settore food.
Autore
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Leevia
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