La top five (+1) degli errori più comuni di chi adotta una strategia di social media marketing

 

Nonostante la presenza sempre più forte dei social network, in Italia le aziende che approcciano correttamente una strategia di social media marketing sono ancora in minoranza, molte PMI optano infatti per il fai-da-te, non prevedono un budget da investire né per la creazione di contenuti, né per l’Adv, e rischiano quindi non solo di vanificare i (pochi) sforzi fatti, ma anche di ottenere quell’effetto “fail” di cui abbiamo parlato in diverse occasioni.

Il Social Media Marketing può sembrare una cosa poco seria, ma in realtà richiede l’intervento di professionisti, che siano in grado di portare all’azienda risultati concreti e misurabili: insomma quel ritorno dell’investimento che può essere valutato sugli obiettivi fissati in fase di pianificazione.

In questo post vogliamo quindi fornirvi una carrellata degli errori più comuni e dei miti da smontare del social media marketing.

 

1. Il successo non è dato dal numero dei fan

Questo è il mito più comune del social media marketing. Qualsiasi azienda che si approccia ad una strategia sui social network, vuole vedere la propria fan base crescere in maniera esponenziale, invitando tutta la propria cerchia di amici a fornire il like alla pagina, o addirittura ricorrendo a dei trucchetti come l’acquisto di pacchetti di utenti fake.

Il numero dei fan, però, se questi non si trasformano in lead e clienti, attraverso un funnel di conversione che può essere più o meno lungo, risulta essere solo una “Vanity Metric”. Bisogna quindi attivare delle strategie per “portare” i fan all’esterno del recinto dei Social e spingerli a compiere un’azione, che può essere l’iscrizione ad una newsletter o un acquisto, in un  e-commerce o in un negozio fisico. Questo deve essere previsto in fase in iniziale, ma è un passaggio fondamentale.

Quando vi approcciate ai Social fatevi questa domanda: quali sono i miei obiettivi? Cosa voglio ottenere? Se l’unica risposta che sapete darvi è “tanti like”, forse state sprecando tempo e soldi. Se invece la risposta è quella più classica “voglio aumentare i fatturati”, il consiglio è di contattare un professionista che vi aiuti a capire come fare, costruendo una strategia globale di Digital Marketing, che non può includere solo una pagina Facebook o un profilo Instagram.

Da questo possiamo dedurre che se un professionista vi pone il solo obiettivo di “aumentare i like”, o peggio ancora, di acquistarli, dovreste cacciarlo subito (ma con gentilezza) dalla porta!

Come funziona il mondo degli utenti fake sui social network, lo abbiamo già visto nel nostro precedente post “Bufale, bot e like a pagamento: quando i Social diventano fake“.

Ma perché non è corretto applicare queste pratiche ai fini di una strategia?

Semplicemente perché non è tanto il numero di fan che rende credibile o meno una pagina aziendale sui social network, tanto più che nel layout delle pagine Facebook, con il passare degli anni, il numero dei fan è sempre meno visibile. Sono le interazioni a far vivere una pagina e non il numero dei follower: se la vostra pagina ha un milione di fan che non hanno mai interagito con voi, o non si sono mai soffermati a leggere un vostro post, le visualizzazioni organiche scenderanno fino a ridursi ad un numero infimo. A quel punto il milione di fan sarà completamente inutile, perché nessuno vedrà mai i vostri aggiornamenti, a meno che non prevediate una sponsorizzazione, ovviamente.

 

2. Partire senza una strategia

Parlando di comunicazione aziendale, è importante avere una strategia alla base, per poter comprendere l’andamento ed apportare eventuali migliorie. Senza una strategia ben definita non è possibile partire con alcuna pubblicazione sui social network. Quando si aprono degli account social aziendali, serve comprendere quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere sia nel breve periodo, che nel medio/lungo. In base agli obiettivi prefissati, serve poi impostare una strategia atta al raggiungimento graduale degli stessi.

Questo discorso è valido sia per le campagne in organica, sia per le campagne sponsorizzate (ovvero a pagamento). Nulla può essere lasciato al caso ed ogni mossa deve essere ragionata nell’ottica di azioni molto più ampie.

L’apertura di account social “soltanto per esserci” è un altro errore molto comune nel social media marketing. Non è importante soltanto esserci, bensì è importante la creazione di una community forte che possa aiutare al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati a monte della strategia.

 

3. L’onnipresenza

Ecco un altro errore decisamente molto comune per quelle aziende che si approcciano al social media marketing. Essere su tutti i social network possibili ed immaginabili non sempre aiuta.

Ogni social network ha un suo target e dei settori che riscuotono maggiore successo rispetto ad altri. Andiamo a vederli nel dettaglio.

  • Facebook | È il social network più generalista, oltre ad essere quello più longevo e ad oggi più utilizzato. Su Facebook si trova un target molto ampio, partendo da un’età di 15 anni andando fino ai 70 anni. Gli interessi sono molto variabili e la maggior parte delle aziende parte proprio da Facebook per la propria social media strategy.
  • Instagram | Il social visual più utilizzato al mondo, con i suoi 600 milioni di utenti ed ancora in crescita esponenziale. Particolarmente indicato per tutte le aziende che operano nei settori travel, fashion, fotografia, food, lifestyle, home decor e digital. Instagram permette di raccontare delle vere e proprie storie attraverso il connubio tra immagini e microblogging.
  • Twitter | Crisi o non crisi, ad ogni modo Twitter resta ancora molto utilizzato da tutte le aziende che operano nel mondo digitale, nel mondo dell’editoria e dell’informazione.
  • Snapchat | Il social preferito dagli adolescenti. Se la vostra azienda propone prodotti/servizi dedicati ad una fascia di età molto giovane, è probabile che troviate il vostro target proprio in questo nuovo social in crescita.
  • LinkedIn | Il social del lavoro per eccellenza, è quello che meglio si addice a tutte le aziende B2B. Se il vostro business si rivolge direttamente alle aziende, è utile pensare di sviluppare una presenza proprio su LinkedIn.

 

4. Overposting/Going Silent

Sono i due estremi, due facce della stessa medaglia, due errori tipici di chi si butta sui social media senza verificare quali contenuti postare e con che tempistica.

Il primo errore (overposting) è tipico di chi inizia sull’onda dell’entusiasmo e impiega a una notevole quantità di tempo e risorse per trovare ogni giorno diversi contenuti da postare, con il risultato di riempire i propri account social di troppe informazioni, di troppi post. L’errore in questo modo è duplice: disperdere una notevole quantità di energia in contenuti che la gran parte dei nostri fan probabilmente non vedrà e, se il nostro è un fan molto attivo sui social, bersagliarlo dei nostri contenuti, magari poco interessanti o di scarsa qualità, facendolo così giungere alla decisione di nasconderli.

Il secondo errore (going silent) è tipico di chi invece crea l’account perché “oggigiorno bisogna essere presenti sui social network” ma poi, dopo un iniziale lancio, lascia gli account al loro destino, non prestando più attenzione né alle possibili interazioni degli utenti, né dando aggiornamenti o inserendo contenuti.

Avere un’idea iniziale della tempistica con cui postare i contenuti è fondamentale, in quanto è utile sia per non disperdere inutilmente energie alla ricerca di contenuti inutili, sia per non lasciare troppo tempo un account senza il dovuto presidio.

 

5. Non prestare attenzione ai commenti o gestirli male

Essere sui Social non è paragonabile all’utilizzo di altri strumenti di comunicazione, più tradizionali, e soprattutto unidirezionali. Quando si decide di entrare nel “mondo” social si deve essere consapevoli che, diversamente dai canali più tradizionali, la comunicazione in questo caso è bi-direzionale. Questo implica che essere sui social non vuol dire solo avere una strategia, ovvero sapere cosa postare e quando, ma anche riuscire ad avere un rapporto con il proprio utente, essere attenti alle critiche ed essere pronti a gestire eventuali crisi, che possono derivare sia da comportamenti propri che da cause esterne.

A tal proposito abbiamo già scritto alcuni articoli riguardo ad una gestione delle crisi fatta bene o fatta male. In generale l’accorgimento migliore è quello di rispondere sempre, di cercare di smorzare i troll, e di avere un tono informale e professionale.

 

Un ultimo consiglio, ma forse il più importante: dovete prevedere un budget da spendere in Adv

I bei tempi in cui Facebook e co. davano la possibilità di ottenere molto traffico organico a fronte di una content strategy ben congeniata e di un piano editoriale strutturato, purtroppo, sono finiti. Inutile girarci tanto attorno.

Oggi, se volete avere visibilità, in particolare su Facebook, dovete investire dei soldi in Adv e, come minima base di partenza, sponsorizzare qualche post. Il Come e Quanto dipende ovviamente dalla strategia e dai risultati che si vogliono ottenere.

Nel 2017 pensare di poter approcciare i Social senza neanche un euro da spendere in Adv è pura illusione!

In conclusione: non avere paura!

Per concludere, un incoraggiamento: non temete di sbagliare! La sperimentazione fa parte della strategia di social media marketing e si può anche incorrere in errori, tuttavia se si attuano dei processi di costante monitoraggio si possono facilmente riscontrare e correggere.


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