I giovanissimi si rifugiano nei social network “cool”: Snapchat ed Instagram. Facebook è un social condannato a morire con l’avanzare dell’età dei propri utenti?

 

Una delle tematiche che spesso vengono più dibattute, quando si discute del futuro dei social network e di come si può capire per primi le nuove tendenze del settore è: ma i giovani, esattamente, come usano i social network? Quali usano? In che modo?

Sapere infatti come e dove le nuove generazioni si trovino per scambiarsi opinioni, foto e amicizia è piuttosto importante, per due ordini di motivi.

In primo luogo è importante come fatto in sé. Sapere dove una fascia di popolazione preferisce passare il proprio tempo può garantire campagne di marketing più mirate e una maggiore efficienza nel ritorno di investimento. Sapere per esempio che la fascia 13-18 usa in gran parte Snapchat invece che Facebook potrebbe indirizzare i brand che puntano a quel target a investire su quel social.

In secondo luogo è importante per capire i trend a medio e lungo termine: sapere quale social network usano maggiormente i giovani d’oggi può permettere di capire quale tendenzialmente preferiranno in futuro e quindi anche riuscire a capire che social network in futuro privilegiare rispetto alla situazione attuale (in cui, per esempio, è sicuramente Facebook a farla da padrone).

Facebook è condannato?

Secondo alcune ricerche, molti commenti e diversi “influencer”, Facebook è destinato a soccombere o comunque a perdere la sua centralità entro breve tempo. Per qualcuno è destinato a morire. Entro due anni. Da cosa derivano queste analisi allarmiste?

Da alcune ricerche che indicano come i giovanissimi (nella fascia 13-18) tendano a preferire altri social network, fra cui per l’appunto in particolare Snapchat.

La Generazione Z (cioè i nati dopo la metà degli anni novanta) utilizzerebbe infatti altri social network, rispetto a quelli ormai “tradizionali” per la generazione Millennials (fra i 18 e i 35 anni) e precedenti:

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Grafico ripreso dal Civic Science

In particolare infatti i giovanissimi sembrano più propensi ad utilizzare i social nati con l’esplosione dell’utilizzo degli smartphone, in particolare Snapchat e Instagram. Da notare la differenza di utilizzo di Snapchat, che passa dal 18% circa dei Millennials al 25% della Generazione Z.

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Ricerca di Business Insider del 2015

Una tendenza che si accentua di anno in anno: già in questo grafico di Business Insider del 2015 si nota come l’interesse dei giovanissimi verso i social “tradizionali” fosse in calo rispetto soprattutto ai nuovi social “visuali” come Instagram e Snapchat.

Facebook non sarà più “cool” ma conta ancora

Attenzione però: Facebook non scompare dalla “dieta social” dei giovani.

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Innanzitutto come si vede dal grafico qui sopra, ripreso dalla ricerca di comScore, infatti, tra i Millennials non c’è storia. L’utilizzo di Facebook è al di là di ogni possibile competizione.

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Ma anche la Generazione Z continua ad usare Facebook. Infatti sono tutt’ora consapevoli dell’importanza di esserci, ma a differenza dei Millennials lo ritengono più un social “obbligato” che una vera piattaforma nella quale poter esprimere il proprio sé. L’utilizzo, secondo la ricerca di eMarketer , infatti, è quotidiano per il 65% degli intervistati, addirittura in crescita rispetto agli anni scorsi.

E in Italia?

Dal 13° rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione emerge una situazione piuttosto diversa e se vogliamo ancora “di retroguardia” rispetto agli USA (non è certo una novità).

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La gran parte dei giovani infatti è ancora Facebook-centrica, con una propensione notevole ad usare Youtube ed Instagram rispetto alla media del totale della popolazione. Snapchat, almeno per quanta riguarda i giovani italiani, non sembra ancora trainante come al di là dell’oceano, con solo il 5,8% di utilizzo fra i giovani 14-29 anni.

E quindi?

La conclusione, dopo aver visto cifre, grafici e studi vari?

La tendenza per i giovanissimi è quello di non considerare più Facebook come un luogo per poter esprimere sé stessi, ma piuttosto come un social network per restare in contatto con alcune tipologie di persone, in modo più formale, come per esempio parenti, insegnati e compagni di scuola. I luoghi della creatività sono invece altri: Snapchat, con la sua architettura che protegge molto di più la privacy, ed Instagram, dove soprattutto le Storie hanno ridato rilevanza alla piattaforma.

Un’analisi che deve essere stata fatta anche dalle parti di Facebook, che cerca infatti di far ritornare “attrattiva” la propria piattaforma pensando in primo luogo a Messenger (dove si può controllare in modo più selettivo chi può vedere le proprie Storie) e in secondo luogo cercando di spingere gli utenti a condividere di più di se stessi (si vedano per esempio gli status colorati, che sono apparsi anche su iOS e su desktop). Ci riuscirà?


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