Se ti occupi di marketing digitale non puoi permetterti di sottovalutare la Generazione Z

 

Se fino a pochissimo tempo fa ci si concentrava soprattutto sui Millennials per studiare strategie di marketing all’avanguardia, ora i tempi stanno cambiando e ci si sta via a via spostando sulla Generazione Z. I nati tra la seconda metà degli anni ’90 e l’anno 2010, sono una fetta di popolazione che non si può più sottovalutare, in quanto hanno un grandissimo potere d’acquisto. Diverse ricerche hanno dimostrato che, solo negli Stati Uniti sono circa 60 milioni e rappresentano il 25,9% della popolazione totale, con un potere d’acquisto di circa 44 miliardi di dollari (che può arrivare a 200 miliardi data l’influenza che hanno sugli acquisti in casa e dei genitori).

Insomma, il termine Gen Z rappresenta tutta quella popolazione mondiale di età compresa tra gli 8 e i 20 anni: pre-adolescenti, adolescenti e ragazzi poco più che maggiorenni. Sono dei veri e propri trendsetter: rincorrono le mode, sempre aggiornati ed iperconnessi, erigono a veri e propri idoli degli Youtuber sconosciuti ai Millennials e girano delle Stories da far invidia ad una Chiara Ferragni qualsiasi. Insomma, se si desidera guardare oltre e comprendere come attivare delle strategie di marketing dedicate a questo target è necessario conoscere meglio il loro mondo.

 

Il pianeta Generazione Z

Sembra parlino una lingua straniera, conoscono cose che chi ha qualche anno in più considera completamente sconosciute, hanno sempre lo smartphone in mano e switchano con facilità da WhatsApp a Instagram, passando per Snapchat, Musical.ly, This Crush e molto altro. La Generazione Z è un vero e proprio altro pianeta rispetto ai Millennials. Va studiato al meglio e compreso, onde evitare madornali errori che potrebbero rovinare il risultato della più perfetta strategia di Digital Marketing.

Andiamo a scoprire qualche statistica utile a fini di marketing: come i Post-Millennials si comportano su internet, cosa si aspettano e molto altro.

Desiderano contenuti e messaggi personalizzati

Gli appartenenti alla Generazione Z non hanno mai utilizzato un telefono che non fosse uno smartphone, sono nati con una perfetta padronanza di internet (non hanno conosciuto il tanto odiato 56k) e di tutti i servizi ad esso connessi. Sanno perfettamente che le aziende hanno accesso a molteplici dati ed è per questo che si aspettano di ricevere interazioni altamente personalizzate.

Nel rapporto di Google dedicato ai Post-Millennials, il 26% degli utenti adolescenti afferma di aspettarsi che le aziende offrano un’esperienza più personalizzata in base alle loro abitudini e preferenze di acquisto. A confronto, solo il 22% dei Millennials e l’11% dei Baby Boomers condividono quest’affermazione.

Proteggono la loro privacy

Nonostante i nati nella Gen Z desiderino esperienze iper-personalizzate sui social, sono molto determinati nel proteggere la propria privacy. Per comunicare al meglio con questa fetta di popolazione è necessario assicurarsi di non essere percepiti come invasivi o pressanti.

Dal sondaggio Uniquely Gen Z, a cura di IBM, è emerso che meno di un terzo dei ragazzi intervistati si sente a proprio agio nel condividere dati personali diversi da informazioni di contatto o cronologia acquisti. Allo stesso tempo, il 61% degli stessi si sentirebbe più incentivato nel farlo solo se le aziende li trattassero in modo sicuro e protetto.

Offrono dei feedback

Anche se ci tengono alla loro privacy, i nati tra il ’96 ed il 2010 ci tengono a dare dei feedback ai brand, molto più rispetto ad altre generazioni. Diverse ricerche hanno dimostrato che quasi la metà degli acquirenti offre dei feedback dopo aver compiuto una spesa.

Feedback sito web Generazione Z

La maggior parte delle volte scrivono commenti sui siti web dei rivenditori, ma utilizzano anche Facebook, Twitter o Snapchat. Per questo motivo, fare social listening diventa molto importante per una buona strategia di Digital marketing dedicata a questo target specifico.

Gli piace restare anonimi (anche sui social network)

Quello che succede nel Fight Club rimane nel Fight Club ma su internet non è proprio così e la Generazione Z sa perfettamente che quello che accade in rete resta tracciato per sempre. Proprio per questo motivo, i giovani preferiscono l’anonimato e l’utilizzo massivo di app come Snapchat, Whisper, Sarahah e This Crush lo dimostrano. Gli adolescenti della Gen Z preferiscono utilizzare account fake o comunque social network dove i genitori non sono presenti. Non a caso, Facebook sta diventando sempre più impopolare tra i ragazzi ed il 34% di loro pensa che il social blu sia roba da vecchi.

Il loro desiderio di mantenersi anonimi e di non farsi riconoscere lancia una vera e propria sfida a tutte quelle aziende che necessitano di creare contenuti personalizzati e dedicati a questo target. Per sviluppare una corretta strategia di marketing digitale, i brand dovranno concentrarsi sui canali diretti per coinvolgere gli adolescenti, ad esempio attraverso i Direct di Instagram, le chat effimere di Snapchat e così via.

Si informano su diversi canali prima di compiere un acquisto

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’85% dei Post-Millennials conosce nuovi prodotti sui social network, Instagram in primis. Prima di compiere un acquisto, inoltre, gli adolescenti passano da Youtube in cerca di ulteriori conferme e raccomandazioni d’acquisto da parte di influencer o vlogger.

Proprio Youtube è la piattaforma preferita per verificare le recensioni da parte di coloro che hanno acquistato un prodotto o servizio prima di loro (il 24% degli adolescenti lo utilizza con questo scopo), seguita da Instagram (17%) e Facebook (16%). Nel frattempo, nei negozi fisici, spesso gli adolescenti creano Stories su Snapchat ed Instagram per documentare il loro shopping.

Comprendere come gli adolescenti utilizzano i social media durante il processo di acquisto è certo la chiave per coinvolgerli sulle piattaforme giuste con il messaggio giusto.

Non si sentono infastiditi dall’ADV sui social network

In qualità di nativi digitali, la Generazione Z ha sviluppato un’alta tolleranza nei confronti degli annunci sui social network. Infatti, anche se il 39% di loro pensa che YouTube abbia troppi annunci, la piattaforma rimane di gran lunga la più popolare tra i giovani. Su Instagram e Snapchat, invece, c’è ancora grande spazio di manovra per l’ADV: solo l’11% dei ragazzi pensa che ci siano troppi annunci e si sente infastidito da questo.

Nonostante l’ADV non li infastidisca particolarmente, è risaputo che i Post-Millennials hanno un’attenzione molto breve nei confronti di quello che accade in rete. In media, un SMM ha circa 8 secondi per catturare l’attenzione di un adolescente prima che passi alla visione di un altro contenuto.

Sono aperti alla sperimentazione

Gli adolescenti non sono solo aperti a interagire con i marchi, ma sono anche pronti a sperimentare cose nuove.

Da un sondaggio ad opera di Accenture è ermerso che il 73% degli acquirenti della Generazione Z utilizza (oppure non vede l’ora di utilizzare) la funzionalità di comandi vocali per effettuare un ordine. Inoltre, sono il target più entusiasta della realtà virtuale.

Questa loro apertura alla sperimentazione offre ai marketer l’opportunità di sorprendere gli adolescenti attraverso campagne e concept creativi. Video live, video 360 ed altri formati sono tra i popolari tra gli spettatori più giovani.

Inoltre, tutto ciò che semplifica lo shopping o lo rende un processo più veloce avrà un ulteriore appeal sulla categoria. Ad esempio, il 71% degli intervistati di età compresa fra 18 e 20 anni, esprime un grande interesse per gli strumenti di spesa automatica (es. gli Amazon Dash button).

Si fidano degli influencer

Le opinioni dei grandi influencer sono significative per gli adolescenti, ma perdono di credibilità ai loro occhi quando sono forzate o poco autentiche. Per questo motivo preferiscono i post in cui una celebrity mette il prodotto in secondo piano, mostrando naturalezza nella promozione. Le foto scarne e di pura promozione di un bene non piacciono alla Generazione Z, i quali preferiscono la trasparenza e l’autenticità.

Chiara Ferragni influencer instagram

Quindi, se da un lato abbiamo gli influencer tradizionali come attori, atleti o cantanti, dall’altra stanno sempre più prendendo piede le social-celebrity, ovvero persone diventate famose grazie ai social network. Questa seconda categoria viene considerata più credibile rispetto alla prima, soprattutto per la promozione di prodotti di bellezza.

 

La Generazione Z è un mondo da scoprire ed analizzare

Come abbiamo spiegato all’inizio del post, nel prossimo futuro, sarà proprio la Generazione Z quella ad avere un maggior potere di acquisto, anche grazie alla grande influenza che esercitano sui genitori.

Quando ci si rivolge a questo target, oltre a tenere in considerazione quanto detto finora, è necessario tenere ben presente che i Post-Millennials sono una generazione molto più aperta alla diversità, vivendola in prima persona, per questo le pubblicità che potrebbero essere intese come vagamente razziste, omofobe o con concezioni della donna ferme ai tempi del Medioevo sono assolutamente da evitare. Come abbiamo detto poco sopra, la Gen Z ama lasciare feedback e uno sbaglio del genere potrebbe costare ad un’azienda la reputazione sui social network.

Infine, rispetto alle generazioni precedenti, gli adolescenti hanno una visione del futuro molto più rosea: le loro prime tre priorità includono il godersi la vita, trovare un ottimo lavoro e diventare una persona migliore. Tutte queste differenze vanno assolutamente tenute in considerazione in qualsiasi campagna di marketing.

Se un’azienda si rivolge ad un target che va dalla Generazione Z ai Millennials, dovranno essere create delle campagne differenti. Nonostante non ci sia un grosso divario d’età, le concezioni, il linguaggio ed i comportamenti sul web cambiano radicalmente ed è obbligatorio mantenerlo bene a mente per qualsiasi strategia di promozione aziendale.


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La Generazione Z per il marketing: analisi del target per creare una strategia
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La Generazione Z per il marketing: analisi del target per creare una strategia
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La Generazione Z sembra vivere su un altro pianeta, invece sono qui e sono gli adolescenti moderni e post Millennials. Hanno un linguaggio spesso incomprensibile, non usano Facebook perché lo reputano per vecchi e sono una fetta di popolazione con valori culturali e sociali completamente diversi dalle precedenti. Come si fa a studiare una strategia di marketing se non si parla la loro lingua? Nell'articolo un'analisi che vi permetterà di comprendere meglio il target compreso tra gli 8 e i 20 anni.
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