Parliamo di growth hacking, la “nuova” tecnica di marketing che aiuta startup e aziende a crescere significativamente nel tempo

 

Sempre più spesso si sente parlare di growth hacking, una tecnica di marketing relativamente nuova che vede la sua nascita negli Stati Uniti, più precisamente nel cuore della Silicon Valley. Ma che cos’è esattamente e come può aiutare un business a crescere significativamente? Vediamolo insieme di seguito.

 

Che cos’è il growth hacking

Il growth marketing è l’utilizzo di molteplici tecniche utili e convenienti, in termini di risorse spese, con il fine di aiutare a crescere le aziende e mantenere una base di utenti attiva, incentivare la vendita di prodotti ed ottenere visibilità. Una serie di “piccole scorciatoie” che possono semplificare la vita aziendale, comunemente associate a start-up e piccole imprese che hanno bisogno di ottenere risultati in tempi rapidi e con un budget limitato a propria disposizione.

Tuttavia, tale concetto è scalabile ed applicabile a qualsiasi attività online che ha la necessità di mantenere la propria crescita costante nel tempo, oltre che di fidelizzare una base di utenti attiva.

 

La differenza tra growth hacking e marketing tradizionale

Comunemente (ed erroneamente) si pensa che il growth hacking ed il marketing siano la stessa cosa, ma non è proprio così: tra le due discipline esistono alcune differenze sottili ma molto importanti. Le somiglianze si fermano all’obiettivo: incoraggiare più persone ad utilizzare ed acquistare un determinato prodotto o servizio.

A causa delle origini all’interno della comunità di start-up, il growth hacking si basa prettamente su tattiche e tecniche che non implicano gli stessi budget a cui aziende di medie e grosse dimensioni possono aver accesso. In genere, il growth marketing combina l’ottimizzazione delle risorse all’analisi dei dati per portare verso automazioni con budget limitato come, per esempio, e-mail di notifica automatizzate, moduli di iscrizione super-semplici o landing page con obiettivi di conversione. Insomma, tutte azioni che semplificano la vita dell’utente finale e che possono portare a risultati concreti nel tempo.

 

Esiste la figura professionale del growth hacker?

La risposta è “certo che sì”. Secondo Raffaele Gaito, autore del volume “Growth hacker: mindset e strumenti per far crescere il tuo business” e tra gli organizzatori di Growth Hacking Day, questa figura professionale deve avere più competenze trasversali.

Un vero growth hacker deve avere spirito imprenditoriale, deve essere disciplinato e deve avere le caratteristiche del leader e del portavoce, oltre che possedere familiarità con i dati ed essere in grado di gestire interi processi di marketing. Insomma, parliamo di una figura professionale con una formazione a T: verticalizzata ma con competenze extra che gli permettono di essere multidisciplinare.

Il growth hacker è un venditore in grado di comprendere le strategie di prezzo e di attivare strategie di persuasione, è un designer che conosce i principi di UX e UI, è un marketer che sa combinare diversi canali per creare funnel e gestire campagne, è un programmatore che sa applicare i principi di automazione, è un analista in grado di comprendere i dati, le metriche ed i KPI.

Come specificato anche dallo stesso Gaito, però, un growth hacker non è un tuttofare. Ha come punto di forza il focus delle metriche ma ha un approccio completamente differente da quello tradizionale.

Per approfondire, leggi anche la nostra recensione di “Growht hacker: mindset e strumenti per far crescere il tuo business“.

 

I vantaggi di una strategia di growth hacking

Una strategia basata sul growth hacking può portare a diversi vantaggi e non solo alla crescita rapida:

  • ROI dimostrabile – Utilizzando i dati per influenzare ogni decisione presa e monitorare accuratamente le prestazioni, è facile comprendere cosa funziona e cosa no. Essendo tutto tracciato e costantemente analizzato è possibile ottenere un ROI aggiornato di giorno, in giorno;
  • Costi bassi – Per sua stessa natura, il growth hacking è progettato per utilizzare tutte le risorse disponibili nel modo più economico possibile. Sebbene il processo di test possa risultare lungo per trovare la giusta strategia, il growth hacking non supporta i costi tradizionali;
  • Risorse contenute – Il growth hacker è spesso una singola figura nel team e difficilmente vi è una squadra intera dedicata, il che significa minori costi fissi aziendali.

 

Vuoi saperne di più sul growth hacking?

Oggi Leevia sarà al Growth Hacking Day, evento organizzato da Luca Barboni, Raffaele Gaito, Andrea Bifulco e Gerardo Forliano, interamente dedicato alle migliori strategie di growth hacking ed indirizzato ad imprenditori, agenzie e freelance che desiderano approcciarsi a questa disciplina.

In qualità di media-partner racconteremo in diretta sui nostri canali quanto accadrà all’evento formativo. Seguici durante la giornata di oggi!

 



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Cos'è il growth hacking e come può aiutare la crescita della tua azienda
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Sempre più spesso si sente parlare di growth hacking, una tecnica di marketing relativamente nuova che vede la sua nascita negli Stati Uniti, più precisamente nel cuore della Silicon Valley. Questa è una tecnica anteposta al marketing tradizionale, basato su competenze trasversali e analisi dei dati che permettono di ottenere risultati più rapidi ma con un dispendio di tempo inferiore.
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