Il growth hacking si sta sempre più affermando come una disciplina di grande importanza in ambito marketing. Nato negli USA nel 2010, da questo modo di concepire il marketing sono nate ed arrivate al successo aziende e startup del calibro di Airbnb, Uber, Dropbox, Spotify e molte altre.

Tuttavia in Italia questo termine non è ancora sulla bocca di tutti. Scopriamo quindi di più con Fabio Morelli, digital marketer, growth hacker ed attualmente SEO Specialist presso Accenture ed autore del primo libro digitale in italiano sul growth hacking che si aggiunge senza dubbio alla lista dei migliori libri sul growth hacking presenti oggi sul mercato, ma di cui la maggior parte sono in lingua inglese.


Fabio, ci spiegheresti in poche parole cos’è il growth hacking?

«Il growth hacking a mio modo di vedere si configura come un approccio di marketing innovativo che si basa su un prodotto che sia veramente in grado di rispondere a dei bisogni specifici delle persone e sulla user experience al fine di massimizzare l’esperienza del cliente finale.

Nel growth hacking, inoltre, viene considerato come marketing ogni canale e strategia che permetta di raggiungere ed acquisire utenti target nel modo più efficace possibile. Il tutto basato su un’attenta e continua analisi dei dati al fine di massimizzare ogni attività implementata e migliorare continuamente la performance».

Quali sono le differenze tra growth hacking e marketing tradizionale?

«Sono diverse le differenze principali. La prima è relativa al focus. Nel marketing tradizione si tende a focalizzare l’attenzione sulle due fasi dell’Awareness e dell’Acquisition, mentre un growth hacker si basa sul modello del funnel dei pirati che ha ben sei fasi: Awareness, Acquisition, Activation, Revenue, Retention e Referral.

In secondo luogo il mindset del growth hacker è fuori dagli schemi, è alla ricerca di canali non tradizionali per raggiungere utenti target ad un basso costo e basa ogni strategia su una forte analisi dei dati. Un marketer tradizionale, invece, punta più su canali promozionali classici come TV, radio, giornali e cartelloni che, oltre a riferirsi ad un gran numero indistinto di persone, hanno costi molto elevati».

Parlaci del tuo libro sul growth hacking

«L’idea del libro mi è venuta più di un anno fa. Questo soprattutto data la generale assenza di testi e materiali di riferimento in italiano sul growth hacking, rispetto a quelli in lingua inglese.

Il mio libro vuole essere in primo luogo un’introduzione al growth hacking, ma soprattutto una motivazione a questa disciplina. In un epoca di grandi cambiamenti in cui i tradizionali canali di comunicazione e promozione sono sostanzialmente saturi, in cui tutto ormai ruota intorno ad Internet ed in cui i budget a disposizione per attività di marketing continuano a diminuire o non esistono affatto, soprattutto per le startup, credo che abbracciare una mentalità legata al growth hacking possa essere una soluzione a tanti problemi.

La dimostrazione è data proprio dai risultati che startup ed aziende innovative come le sopracitate Uber, Airbnb, Dropbox, Spotify, ma anche Skyscanner, Facebook o Tinder, hanno raggiunto in pochissimi anni sia in relazioni ai milioni di utenti acquisiti che alle quotazioni miliardarie raggiunte.

Il libro vuole quindi essere un invito al lettore ad aprire la propria mente in modo da fargli cambiare il modo di fare e concepire il marketing, con la speranza che una volta terminata la lettura egli voglia proseguire questo percorso scoprendo di più in prima persona e sperimentando direttamente. Per questo motivo con il prezzo del libro sono inclusi due bonus: la prova gratuita del software di marketing automation di GetResponse ed un 30% di sconto sui video corsi della Growth University di Sean Ellis, il padre del growth hacking».

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Intervista a Fabio Morelli, autore del primo libro digitale sul growth hacking
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Il growth hacking si sta sempre più affermando come una disciplina di grande importanza in ambito marketing. Nato negli USA nel 2010, da questo modo di concepire il marketing sono nate ed arrivate al successo aziende e startup del calibro di Airbnb, Uber, Dropbox, Spotify e molte altre. Per capirne qualcosa di più ne parliamo con Fabio Morelli, autore del libro "Growth Hacking: Il segreto del successo di Airbnb, Instagram, Dropbox e molte altre aziende".
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Leevia
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