Storytelling: cos’è. Significato di una parola (spesso) abusata

 

Cos’è lo storytelling? La traduzione dall’inglese è semplice e significa raccontare una storia, concetto utilizzato (a volte) impropriamente in campo marketing e web marketing. Tutte le aziende hanno una storia, una mission o dei particolari valori che li rendono diversi da tutti gli altri, per questo diventa necessario raccontarsi al proprio pubblico utilizzando strumenti come piattaforme social, siti web e newsletter.

Fare storytelling aziendale significa intrattenere, coinvolgere ed emozionare l’interlocutore/lettore in una miriade di informazioni presenti in rete, con l’obiettivo di farsi scegliere rispetto alla concorrenza. Dichiarare sul proprio sito web che si è “azienda giovane, dinamica e leader del settore” non è raccontarsi al proprio pubblico, anzi, significa uniformarsi alla massa che non ha ancora compreso il potere delle storie in ottica di brand image e relazione con il proprio pubblico di destinazione. Se un utente decide di seguire una determinata azienda sui social network, lo fa per diversi motivi, tra cui la condivisione di contenuti utili, la capacità di raccontarsi e quella di stabilire relazioni vere, dove le barriere possono (e devono) essere abbattute.

 

Esempi di storytelling applicato a grandi brand

Le aziende che utilizzano lo storytelling per avvicinarsi al pubblico, facendosi conoscere sotto un aspetto meno istituzionale, sono molte ed è impossibile fare un elenco completo ma certo non si possono non citare Chanel e Lush.

Il brand Chanel è famosissimo, ma non tutti sono a conoscenza della vera storia di Gabrielle Coco Chanel, della nascita dei suoi prodotti più celebri, del perché predilige alcuni colori anziché altri, e così via. Proprio per raccontare su larga scala quello che c’è dietro le quinte di un brand così celebre, il reparto marketing ha deciso di creare un web storytelling molto strutturato. Un intero sito contenente uno storytelling fotografico, video e testuale, relativo a Coco e a tutto quello che di lei ha fatto storia.

Parliamo ora di Lush, noto brand di cosmetica completamente cruelty free, che ci dimostra come è possibile narrare una storia anche quando si è legati a valori aziendali molto restrittivi. Ed è proprio di questo che Lush ha fatto il punto di forza: si parte da un concept di prodotto diverso e da un’abolizione del packaging per evitare sprechi tra i consumatori. Come arrivare al cuore dei potenziali clienti, in un mercato dove esistono saponi e bagnischiuma a prezzi certamente più economici? Semplice, basta creare una storia sviluppata sull’intera brand image. I nomi dei prodotti, le descrizioni, la gestione dei social network, i contenuti del sito web e del catalogo cartaceo: niente è lasciato al caso e tutto racchiude una piccola storia che coinvolge ed invoglia all’acquisto.

Tanto tanto tempo fa, esistevano le streghe che preparavano pozioni a base di erbe: curavano ogni sorta di male e dispiacere con un mix di ingredienti che raccoglievano nelle siepi, lungo i sentieri e nei boschi (secondo noi esistono ancora…). Prova anche tu: lenisci e rinfresca la tua pelle con questo preparato tutto tuo a base di more e gelso. Insaponati al chiaro di luna (o sotto la doccia) e il suo profumo dolce e succoso risveglierà i tuoi sensi, facendoti sentire potente e tutt’uno con la natura.

Questa la descrizione del sapone Hedgewitch tratta dal sito Lush Italia, un concentrato puro di storytelling, adatto al target di riferimento.

 

Corporate storytelling: come raccontare la storia di un’azienda in modo efficace

Uno storyteller di professione deve saper raccontare storie in maniera chiara ed efficace. Scrivere una storia aziendale non è semplice, in quanto significa narrare al pubblico una verità… Utilizzando la fantasia.

La prima cosa da fare quando ci si avvicina al corporate storytelling è quello di definire il Tone of Voice in linea con la strategia comunicativa dell’azienda. Se finora l’azienda ha sempre utilizzato un tono istituzionale per le comunicazioni con il pubblico, difficilmente la storia potrà essere scritta con un tono onirico perché si discosterebbe troppo dalla linea generale di comunicazione, perdendo così di credibilità.

Definito il Tone of Voice, è necessario procedere con un’analisi SWOT, con il fine di mettere in risalto punti di forza, debolezza, opportunità e minacce aziendali, individuare gli elementi che costituiranno la storia del brand e cercare di soddisfare i bisogni del cliente-tipo.

Dopo il lavoro di analisi effettuato per lo studio strategico, si può iniziare a fare storytelling aziendale seguendo le regole della narrazione, come, ad esempio, la decisione della forma narrativa (ricordo, fabula e così via), la definizione di ruoli ed archetipi e molto altro. Ovviamente, l’obiettivo è quello di scrivere una bella storia per convincere le tue buyer personas e convertirle in clienti reali, per questo dovrai permettergli di immedesimarsi, così da ottenere la loro fiducia.

Fare storytelling non è semplice, oltre la parte creativa è richiesto un gran lavoro di analisi del target, degli obiettivi e dei canali attraverso i quali veicolare la storia. Infine, fare corporate storytelling non significa scrivere la sola pagina “Chi siamo” oppure girare un video promo, bensì applicare questa filosofia per ogni interazione con il proprio pubblico, in modo creativo e leggero come richiesto dalle piattaforme web.


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Come fare storytelling aziendale in modo efficace
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Come fare storytelling aziendale in modo efficace
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Come fare storytelling aziendale in modo coinvolgente ed efficace per le buyer personas? Basta seguire l'esempio di grandi brand come Lush e Chanel che hanno fatto dello storytelling il fulcro della comunicazione aziendale. Non solo grandi brand, ma anche suggerimenti per scrivere una storia aziendale adatta al target di destinazione.
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