Come creare una strategia di content marketing efficace e convertire creando valore grazie al know how delle aziende

 

Creare una strategia di Content Marketing significa mettere in campo una serie di azioni volte ad attirare i propri potenziali clienti sui propri canali e convertirli in lead prima e in clienti poi, creando dei contenuti  per il proprio target, utilizzando il know how dell’azienda senza parlare dei propri prodotti/servizi, ma creando valore aggiunto.

Pensate al blog di Leevia. Non parliamo del nostro prodotto (quello lo facciamo sul sito), ma cerchiamo di creare dei contenuti che possano portare un valore al nostro target, come (speriamo) il post che state leggendo in questo momento.

Ma questo non riguarda solo il blog aziendale.

Vi faccio un altro esempio. Vi è mai capitato di seguire uno dei nostri webinar? Di solito cerchiamo di non parlare del nostro prodotto, ma dei problemi dei nostri clienti e di come questi possano essere risolti.

Avere una strategia di content marketing, quindi, non significa solo aprire un blog. Ma avere un piano, una strategia basata sui contenuti, che porti i vostri (potenziali) clienti a leggervi/guardarvi/ascoltarvi con interesse e quindi a fidarsi di voi.

Targettizzare, andare a cercare le persone sui canali che frequentano, posizionarsi con le keyword giuste, creare contenuti di valore per loro: insomma, considerando che i budget non sono mai enormi, bisogna ottimizzare al massimo per convertire al meglio.

La prima cosa da fare, quindi, è disegnare il profilo delle vostre Buyer Personas. Questo significa imparare a conoscerle, capire i loro bisogni e soprattutto capire come soddisfarli. Vi lascio questo template creato da Hubspot che può essere molto utile.

Solo avendo ben chiaro in mente chi sono le Buyer Personas, infatti, possiamo costruire dei contenuti che siano quanto più possibile aderenti ai loro interessi.

Il principio base è proprio quello di attirare sui nostri canali solo le persone che possono essere interessate al nostro prodotto/servizio e ottenere i loro dati attraverso una serie di entry point che andremo a studiare sempre sulla base delle loro esigenze.

Un tipico entry point è quello che vedete anche alla fine di questo articolo: “iscriviti alla newsletter”. Oppure “scarica il nostro ebook”, “partecipa al nostro webinar”, etc.

Per compiere queste azioni le persone compilano un form e vi lasciano i loro dati. A quel punto avrete raccolto un lead e potrete mettere in atto una serie di azioni per trasformarlo in cliente.

Il secondo passaggio è creare una strategia che possa trasformare questi lead in clienti. Qui arriva la parte difficile, ma anche la più divertente. Ne parleremo in uno dei prossimi post.

 

Alcuni consigli per creare una strategia di Content Marketing

Anzitutto, prima di parlare di blog aziendale, profili social, e altri strumenti, bisogna sottolineare che la chiave di volta di qualsiasi strategia online resta (almeno per il momento) il sito corporate.

Potete costruire tutti i contenuti che volete, spendere ore e ore a scrivere il post perfetto, ma se il sito dell’azienda non è costruito bene o non è aggiornato, come spesso accade, saranno tutti sforzi vani.

La seconda cosa importante da tenere a mente è che dovreste impostare la vostra strategia su due basi:

  • Ottenere volumi di traffico qualificato;
  • Convertire questo traffico.

Gli strumenti per fare questo sono molti, ma quello che bisogna evitare è la filosofia del “tutto fa brodo”.

Mi spiego. Bisognerebbe partire dalla strategia e in seguito scegliere gli strumenti, non viceversa.

Insomma, se abbiamo necessità di raggiungere dei medici, perché ad esempio la nostra azienda produce un software specifico per i medici di base, non andremo ad utilizzare Snapchat o Instagram, solo perché sono le mode del momento.

Sembra banale, ma siete sicuri che lo sia?

Facciamo un esempio meno semplicistico. Mettiamo che la vostra azienda produca qualcosa di molto tecnico, come ad esempio un’innovativa valvola che, se installata negli impianti idrici domestici, consente di risparmiare sul consumo di acqua.

In questo caso il vostro target saranno gli idraulici. Gli idraulici probabilmente staranno su Facebook. Ma come andremo a targhettizzare su Facebook un pubblico di idraulici? Attraverso gli interessi? Potrebbe diventare qualcosa di complicato e costoso. Perché credetemi, scrivere “plumbers” negli interessi non funzionerà così bene come potreste pensare.

In questo post vi avevo parlato di come costruire un target su Facebook creando sinergie con il content marketing.

Ecco quindi che una strategia costruita bene fin dall’inizio ci aiuterà anche ad utilizzare al meglio i diversi strumenti.

Il punto di partenza, secondo me, dovrebbe essere sempre lo studio avanzato delle Keyword. Che devono essere quanto più specifiche e aderenti alle ricerche del vostro target. Insomma, meglio pochi/e ma buoni/e.

Facciamo l’esempio di Leevia

Leevia si occupa di fornire alle aziende e alle agenzie una piattaforma per creare concorsi a premi online, assieme ad una serie di servizi. Semplice.

Quindi creo dei contenuti per posizionarmi con “concorsi a premi” che è la keyword con il maggior volume di traffico? Sbagliato.

Perché a noi non interessano quelli che vogliono partecipare ai concorsi a premi, ma quelli che li vogliono organizzare. Serve quindi un po’ di pensiero laterale. Chi vuole organizzare un concorso a premi non cercherà “concorsi a premi”, ma piuttosto, ad esempio, informazioni sulla normativa relativa ai concorsi, o su come scrivere un regolamento, su come promuovere un concorso a premi, etc.

Per arrivare a capire questo, però, serve anche una conoscenza approfondita sulla nicchia.

Se operate come consulenti (o se siete neo-assunti), e quindi la nicchia vi è sconosciuta o quasi, scendete sul campo.

Siamo tutti uomini e donne digitali, ma a volte sporcarsi le mani è fondamentale. Cominciate quindi dall’azienda. Comincia a raccogliere qualche intervista con i dipendenti, con i dirigenti, con chi conosce bene il prodotto.

Successivamente cercate fisicamente le buyer personas che vi interessano (ad esempio partecipando ad un evento o rivolgendovi alla vostra cerchia di amici), parlate con loro, chiedete loro quali sono i problemi che affrontano quotidianamente sul posto di lavoro e cercate di costruire dei contenuti pensati per aiutarli, per fare in modo che si identifichino con il brand.

Un’altro aspetto fondamentale è quello del know how

Chi, meglio di un’azienda che produce qualcosa, può essere in grado di diffondere la conoscenza riguardo a quell’ambito specifico?

Il problema, spesso, è riuscire a tirarlo fuori quel know how. Un po’ perché le persone (e le aziende) sono spesso poco inclini a condividere quello che hanno imparato con anni di lavoro, un po’ perché raccogliere questa conoscenza e renderla fruibile non è sempre così facile.

Se un’azienda non è pronta a condividere almeno una parte di questo know how, evidentemente non è pronta per fare content marketing.

Diamo quindi per scontato che queste informazioni arrivino.

Qui si pone un altro problema: cerco un copywriter che mi scriva dei contenuti in ottica SEO, con il linguaggio adatto, oppure interpello direttamente un esperto (magari interno all’azienda) che produca dei contenuti molto verticali?

Come sempre la verità sta nel mezzo. Ovvero. Un copywriter (o un video maker se create dei video), non avranno le conoscenze sufficienti sull’argomento, mentre un ingegnere non saprà scrivere un testo o uno storyboard (non me ne abbiano gli ingegneri, a ognuno il suo mestiere). Serve quindi una mediazione, un incontro tra le diverse figure, qualcuno che coordini strategia ed esecuzione.

Ecco quindi cosa significa fare content marketing: creare una strategia ed eseguirla al meglio.

 

Raccogliete tutta questa mole di informazioni e utilizzatela per costruire un piano editoriale prima, un calendario editoriale poi. Create dei contenuti di altissima qualità, distinguendovi dalla concorrenza. Scegliete gli strumenti giusti, e vedrete che i risultati arriveranno. Non subito. Ma arriveranno.


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