Con l’aggiornamento del News Feed di Facebook meno visibilità per i post delle pagine che non ottengono condivisioni e interazioni dagli utenti

Che Facebook sia diventato a tutti gli effetti un Pay-media lo si sapeva già da tempo, ma con l’ultimo aggiornamento del News Feed di Facebook la situazione sta via via diventando più complicata per tutti coloro che desiderano promuovere prodotti, servizi o eventi.

La notizia di oggi è di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo che distribuisce i contenuti nel News Feed degli utenti (quello che un tempo era l’Edgerank), in realtà già annunciato più volte.

Adam Mosseri, VP, Product Management, News Feed di Facebook ha spiegato in un lungo post che

il successo di Facebook è costruito sul fornire alle persone le storie che a loro interessano di più.

Ma questo come si traduce, in pratica, nel News Feed?

Amici e famigliari vengono prima

Facebook è stato costruito sull’idea di connettere le persone con i loro amici e famigliari (anche sull’idea di vendere pubblicità targettizzata per interessi, ma questo non lo dicono), la priorità resta quindi quella di mantenere una connessione tra le persone: come già annunciato, quindi, alcuni post degli amici più stretti e dei familiari verranno riproposti anche a distanza di giorni.

Ma non è tutto (anche questa non è una novità in realtà, ma fingiamo che sia tale) l’algoritmo “impara dall’utente”, ovvero: in base al tempo di lettura e alle interazioni (like, commenti, condivisioni) su alcuni post, Facebook capisce quali sono gli interessi degli utenti e quali post risultano più importanti per lui: “per esempio, se tu tendi a mettere mi piace sulle foto di tua sorella, noi cominceremo a mettere i suoi post più in alto nel tuo feed, così non perderai i suoi post”.

Il News Feed dovrebbe informare

Gli utenti si aspettano di trovare nel loro News Feed informazioni su diversi argomenti, oltre che sui loro amici/familiari, come news, aggiornamenti da personaggi famosi, articoli di giornale, post di blog importanti, etc. Adam Mosseri garantisce quindi che Facebook “sta lavorando per migliorare la comprensione di cosa sia interessante e informativo per ogni utente, per far apparire queste storie nella prima parte del nuovo News Feed”.

Il News Feed dovrebbe intrattenere

L’altro aspetto importante, naturalmente, è quello dell’intrattenimento e del divertimento: insomma, quello dei gattini e delle gif animate. Ma anche dei live video…

Contenuti veritieri

Anche di questo aspetto si parla da molto tempo. Facebook sta cercando di introdurre una sorta di “verificatore di notizie”, per smascherare le bufale, anche se, va detto, per il momento non funziona molto bene.

Di certo sappiamo che l’utilizzo dei tasti “unfollow” e “nascondi” penalizzano non solo il post specifico ma anche gli altri post pubblicati dal profilo/pagina, così come un “mostra per primo” mostrerà con priorità maggiore tutti i post di quella pagina/profilo.

Ma quali sono le conseguenze di tutto questo per chi gestisce una pagina?

Togliamoci ogni dubbio con le parole di Lars Backstrom, Engineering Director di Facebook:

Questo update potrà causare un calo della Reach e del Referral Traffic per alcune pagine.

Ma l’impatto sul traffico organico di ogni pagina dipenderà da due fattori:

  • La composizione dell’audience della pagina;
  • Il numero di interazioni (in particolare di share) con i post.

Questo significa, in altre parole, che chi ha lavorato bene fino ad oggi non dovrebbe risentire eccessivamente di questo aggiornamento, mentre chi si è lasciato andare a “scorciatoie markettare” (passatemi il termine) si ritroverà probabilmente con delle penalizzazioni pesanti e sarà costretto ad acquistare traffico con le inserzioni o a scomparire.

Quindi, alla luce di questo, quali sono le cose importanti da ricordare?

  1. Targeting: i contenuti delle pagine dovrebbero sempre essere rivolti ad un target specifico, con il quale bisognerebbe interagire il più possibile, insomma creare una community omogenea e attiva. Niente di nuovo!
  2. Contenuti: qui il discorso cambia, perché se è vero che lo share (e quindi le visualizzazioni sui News Feed degli amici di chi condivide) costituirà la fonte primaria di visualizzazioni per i post delle pagine, le cose si fanno più complicate. Non sarà più sufficiente andare a caccia dei mi piace con i gattini, ma bisognerà sforzarsi di creare dei contenuti che i follower vorranno effettivamente condividere.

Insomma, Facebook apparentemente rema sempre più contro i suoi stessi clienti, un modello che ci sembra in realtà comprensibile:

Finché ero piccolo vi lasciavo fare le vostre markette gratis, adesso che sono quasi un monopolista se volete markettare dovete pagarmi!

Con questo aggiornamento, quindi, Facebook prende due piccioni con una fava: migliora l’esperienza degli utenti (o almeno ci prova!) e costringe le pagine meno “Social Oriented” ad acquistare il traffico che perderanno. Un win-win per il social di Zuckerberg e per gli utenti, ma una bel problema soprattutto per chi pensa ancora di poter affidare la gestione della sua pagina al famigerato Cuggino.


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