Le ultime novità dal mondo digital nella nostra Weekly marketing recap di oggi

Di questi ultimi giorni è la notizia del test in corso di una nuova modalità di fare e-mail marketing tramite il Business Manager di Facebook. Sarà l’addio a tool esterni come, per esempio, MailChimp o MailUp oppure resterà non utilizzato? Come si suol dire, ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto Google rilascia le Discovery ADS a livello mondiale, LinkedIn introduce nuove feature legate all’advertising e Snapchat censura le Stories di Trump. Questo e molto altro nella nostra Weekly marketing recap dell’8 giugno.

Facebook testa l’e-mail marketing da Business Manager

Facebook vuole farsi strada anche nel mondo dell’e-mail marketing, non a caso in questi giorni è stato attivato uno speciale test su diverse Pagine business, selezionate in modo casuale sulla piattaforma. Per scoprire se hai già la feature attiva ti basterà andare nella Posta in arrivo e visionare le diverse opzioni disponibili.

Questo nuovo strumento consentirà agli amministratori di Pagine Facebook di creare elenchi di contatti e-mail direttamente dalla piattaforma, oppure di caricarli da CRM attraverso dei semplici fogli in formato xls. Direttamente da Business Manager, quindi, si potranno creare e tracciare delle campagne di e-mail marketing senza passare da ulteriori tool esterni.

e-mail marketing facebook

È facile immaginare in che modo Facebook possa rapidamente dominare il mercato dell’e-mail marketing, aggiungendo le sue vaste possibilità di raccolta dei dati personali al fine di migliorare le prestazioni ed il targeting avanzato. Per esempio, la società potrebbe suggerire giorni ed orari migliori per inviare le newsletter sulla base della posizione dei destinatari e sulle loro attività.

Un portavoce di Facebook ha confermato il test di questo nuovo strumento e ha dichiarato che, in base ai risultati ottenuti, la società valuterà come ed in che modo espandere la feature.

Facebook ha cominciato a verificare l’identità dei profili dietro a Pagine con vasta portata

Come parte dei suoi sforzi per garantire che i contenuti su piattaforma siano autentici e provengano da persone reali (e non BOT o account fake che desiderano nascondere la propria identità), Facebook ha iniziato con una verifica massiva sui profili che gestiscono Pagine con un pubblico molto ampio, soprattutto negli Stati Uniti.

In particolare, la società verificherà l’identità di tutti coloro che potrebbero assumere modelli di comportamento non autentici ed i cui post diventeranno virali negli US.

Vogliamo che gli utenti sappiano chi c’è dietro ad un particolare contenuto, per questo è importante effettuare una verifica dell’identità soprattutto su post che raggiungono molte persone.

Così hanno spiegato i Product Manager Anita Joseph e Michele Pacelli in un recente annuncio.

Se qualcuno dovesse decidere di non verificare la propria identità, oppure l’ID fornito non corrisponderà all’account Facebook collegato, la piattaforma ridurrà la portata organica del post così da tenerlo “nascosto” a quante più persone possibili. Inoltre, se si tratterà di amministratori di Pagine Facebook, la società li costringerà a completare l’autorizzazione alla pubblicazione prima di poter condividere un qualsiasi contenuto.

Questo ulteriore passo dimostra quanto Facebook tenga alla limitazione della diffusione di fake news.

Google rilascia gli annunci Discovery a livello globale

L’anno scorso Google ha introdotto le Discovery ADS: un nuovo modo per aiutare le persone a scoprire ed interagire con nuovi brand mentre navigano tra i propri contenuti preferiti. Ora gli annunci Discovery sono disponibili per tutti gli inserzionisti a livello globale e sembra che permetteranno di aumentare di molto le proprie performance.

In pratica, questi annunci possono essere pubblicati su più piattaforme di proprietà di Google, con un’unica campagna di facile creazione e rivolta ad utenti mentre esplorano i loro interessi e cercano ispirazione.

Come spiegato in un annuncio recente da parte della società:

Sempre più consumatori trovano ispirazione per nuovi acquisti attraverso una crescente varietà di punti di contatto. In effetti, circa l’86% degli utenti online afferma di essere alla ricerca di idee per lo shopping mentre guardano video o esplorano contenuti sul Web. Grazie agli annunci Discovery si potrà far affidamento sulla comprensione da parte di Google degli intenti di ricerca dei consumatori in tutte le nostre proprietà per coinvolgere questi segmenti di pubblico mentre scorrono i loro preferiti, senza necessità di query di ricerca.

In pratica, grazie alle Discovery ADS sarà possibile vedere le inserzioni in diverse modalità:

  • YouTube: tutti i brand inserzionisti possono mostrare i loro prodotti sulla Home, dove il 90% degli utenti afferma di scoprire nuove aziende;
  • Discover: ogni marchio può raggiungere centinaia di milioni di consumatori nel feed dell’app di Ricerca Google mentre esplorano e rimangono aggiornati sui propri interessi;
  • Gmail: sarà possibile mostrare offerte ai potenziali acquirenti mentre controllano la propria casella di posta elettronica.

Richard Russell, VP Omnichannel Marketing in Deckers, si è detto molto soddisfatto del rendimento ottenuto dagli annunci Discovery, in quanto hanno aiutato l’azienda a sviluppare ulteriormente la propria strategia di vendita, guidando il cliente ideale attraverso un preciso percorso di acquisto.

Le Discovery ADS hanno quindi mantenuto la promessa per la quale sono stati creati, guidando i risultati e portando ad un aumento delle prestazioni con un costo per azione fino al 48% inferiore rispetto alle Social ADS.

Google aggiunge l’autovalutazione dei disturbi d’ansia nella propria ricerca

I disturbi correlati all’ansia colpiscono circa 48 milioni di adulti nei soli Stati Uniti e possono presentare una vasta gamma di sintomi. Poiché sono sempre di più gli utenti che cercano risposte su Google, anche relative alla propria salute, la società ha deciso di collaborare con la National Alliance on Mental Illness per fornire alle persone un reale aiuto.

A partire da questa settimana, quando le persone negli Stati Uniti cercheranno informazioni sull’ansia vedranno apparire un questionario validato clinicamente chiamato GAD-7. Questo sondaggio di autovalutazione è composto da sette domande ed aiuterà le persone a comprendere a che livello si trova la propria ansia, fornendo risorse utili per ottenere l’aiuto necessario.

Test ansia Google

Questo è il terzo screener dedicato alla salute mentale che Google ha reso disponibile all’interno della Ricerca. I primi due si riferivano alla depressione e al Disturbo post traumatico da stress, consentendo alle persone di accedere a risorse pertinenti e questionari validati clinicamente.

L’autovalutazione per l’ansia, al momento, è disponibile solo per gli Stati Uniti ma Google punta a portarla al più presto anche in altri Paesi.

LinkedIn introduce il retargeting per le visualizzazioni video e moduli Lead Generation

LinkedIn sta diventando una piattaforma social sempre più forte per le aziende, soprattutto in questi ultimi anni che ha rafforzato alcune funzionalità racchiuse nella suite dedicata alle ADS.

Di questi ultimi giorni è la notizia del lancio di due nuove feature dedicate al retargeting, sia per i video che per i form di Lead Generation. Entro la fine del mese di giugno sarà quindi possibile lanciare delle campagne specifiche dedicate a coloro che hanno guardato almeno il 75% di un video pubblicato oppure che hanno aperto o risposto ad un modulo dedicato alla Lead acquisition.

Dai test effettuati, queste nuove funzionalità di remarketing hanno contribuito ad un aumento del tasso di conversione e ad una riduzione del costo. Il retargeting su moduli di Lead Generation ha aumentato il CTR di 2-3 volte ed i lead generati hanno mostrato tassi di qualificazione più elevati.

Il retargeting per visualizzazioni video e moduli di Lead Generation funziona sia su LinkedIn sia su LinkedIn Audience Network, in modo che i brand possano recapitare il loro messaggio durante tutto il processo di navigazione del potenziale acquirente, su dispositivi mobili e desktop.

Snapchat smette di promuovere le Stories di Trump sulla homepage di Discover

Non amplificheremo i messaggi che incitano alla violenza e all’ingiustizia razziale offrendo loro una promozione gratuita su Discover.

Così ha spiegato un portavoce della società madre Snap, specificando anche che la violenza e l’ingiustizia razziale non hanno posto all’interno dell’azienda e prendendo una posizione ben precisa in merito ai recenti avvenimenti che hanno travolto gli Stati Uniti.

Tale decisione è stata presa la scorsa settimana ed è stata segnalata dal New York Times, specificando che le Snap Stories di Trump non verranno più mostrate sulla homepage Discover di Snapchat.

Snapchat ha spiegato che le piattaforme social hanno una grande responsabilità nei confronti dei propri utenti, da qui nasce questa importante presa di posizione. Tuttavia, la società ha specificato che l’account pubblico di Trump non verrà rimosso.

Questa mossa segue la decisione di Twitter di pubblicare degli avvisi pubblici collegati ai tweet di Trump, prima di arrivare alla rimozione dei contenuti, affermando che gli stessi violavano la policy anti-violenza.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha ancora risposto pubblicamente alla decisione di Snapchat. Ovviamente, sapendo cos’è successo dopo che Twitter ha rimosso i suoi tweet, possiamo immaginarci la reazione.


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Riassunto
Facebook lancia un nuovo strumento per l'e-mail marketing: Weekly marketing recap dell'8 giugno
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Facebook lancia un nuovo strumento per l'e-mail marketing: Weekly marketing recap dell'8 giugno
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Di questi ultimi giorni è la notizia del test in corso di una nuova modalità di fare e-mail marketing tramite il Business Manager di Facebook. Sarà l'addio a tool esterni come, per esempio, MailChimp o MailUp oppure resterà non utilizzato? Come si suol dire, ai posteri l'ardua sentenza. Intanto Google rilascia le Discovery ADS a livello mondiale, LinkedIn introduce nuove feature legate all'advertising e Snapchat censura le Stories di Trump. Questo e molto altro nella nostra Weekly marketing recap dell'8 giugno.
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