Creare un movimento politico dal nulla e portarlo ad essere la quarta forza del Paese (sui social) in due settimane. Impossibile? Invece è quanto sta accadendo proprio ora in Italia

 

Il Movimento Arturo, nato neanche un mese fa, ha al momento più follower su Twitter di Lega Nord, Sinistra Italiana, Movimento Democratici e Progressisti e qualunque altro partito politico che si candiderà alle prossime elezioni politiche prossime, ad esclusione di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Forza Italia. Come è possibile ottenere un risultato del genere in pochi giorni?

Ma soprattutto, come è possibile considerato il fatto che il Movimento Arturo non esiste?

È possibile grazie all’organizzazione sul territorio e sui social network, uno spazio di confronto e comunicazione spesso dimenticato dalla gran parte dei partiti politici italiani, ancorati a logiche comunicative e di partecipazione del secolo scorso. Se facciamo una veloce analisi dei profili social dei maggiori partiti politici vediamo infatti numeri bassi, una gestione spesso lacunosa ed insufficiente e, peggio ancora, profili dei circoli territoriali lasciati allo sbando, senza follower ma soprattutto senza attività.

Avere molti circoli territoriali, anche virtuali, attivi e presenti su Twitter o Facebook, infatti, può garantire, al tempo dell’algoritmo come fonte informativa predominate, un vantaggio notevole nella possibilità di penetrare nella possibile “utenza” (elettorale). Un coordinamento di questo tipo viene per esempio ben sfruttato dal “Movimento 5 Stelle”, che utilizza la propria forza online di migliaia di account Twitter per andare nei Trending Topic e portare quindi le proprie rivendicazioni all’attenzione di più persone possibili.

Sembrerebbe dunque fondamentale per un partito politico essere presente sui Social e sfruttarli per ottenere una base di consenso che possa essere convertita in voti elettorali al momento giusto.

Il Movimento Arturo è la quarta forza politica del Paese

Ebbene, in Italia invece sembra che non sia così, tant’è vero che il quarto movimento politico presente su Twitter in questo momento è un partito inesistente: il “Movimento Arturo”, ovvero un finto movimento creato da una boutade durante un seguito (ma non certo popolare) programma televisivo di Rai 3: Gazebo.

Il fatto che un programma televisivo di nicchia, con una fan base comunque importante, ma non certamente di massa, sia in grado in due settimane di raggiungere e superare di slancio partiti politici che raggiungono o che sono accreditati di milioni di voti alle elezioni nazionali, dà motivo di riflessione. Ma vediamo innanzitutto come questo Movimento si sta comportando su Twitter e Facebook.

Twitter invece che Facebook

Contrariamente a quanto normalmente si potrebbe pensare, è Twitter il social network più utilizzato per promuovere Arturo. Su questo Social Network il Movimento  ha più di 48.000 follower (in continua crescita, non ci stupiremmo se in poche settimane diventasse la terza forza politica per numero di follower su Twitter).

movimento arturo

Twitter è stato scelto come social network principale perché è anche il social network più “politico”: in Italia la gran parte degli esponenti dei partiti lanciano le proprie dichiarazioni attraverso un tweet ed è attraverso questo social network che i partiti propongono le proprie le proprie istanze e rivendicazioni.

Ma è soprattutto sulla diffusione territoriale che punta maggiormente il Movimento, in quanto, come ogni movimento politico, essere presenti sul territorio è la cartina tornasole di quanto un partito politico sia radicato.

E anche in questo il Movimento in poche settimane ha raggiunto risultati entusiasmanti:

Come si vede dalla mappa interattiva qui sopra, i “finti” circoli Arturo si sono creati in tutta Italia e anche in diverse parti del pianeta. Per ogni circolo esiste un account Twitter. Molto spesso gli account territoriali riesco a sorpassare i rispettivi omologhi dei partiti “veri”:

Questi circoli territoriali si sono formati in modo del tutto spontaneo, grazie al passaparola e all’entusiasmo dei fan.

L’account principale non ha quindi altra funzione che rilanciare la parte territoriale e spontanea, fare da megafono e aggregatore di quello che è diventato ormai più di un semplice gioco o di una boutade satirica che inizialmente voleva prendere in giro i nuovi Movimenti di sinistra e i loro nomi poco pronunciabili e poco memorabili.

Le primarie del Movimento Arturo

movimento arturo community virtuale

Così come i partiti politici veri, anche il Movimento Arturo avrà le sue primarie, che si terranno il prossimo 29 aprile. Sarà senz’altro interessante verificare il numero di votanti per metterli in correlazione a quelli che saranno i numeri dei partiti veri: Partito Democratico, ma anche Movimento 5 Stelle, che si avvicina ancora di più a quella che è la genesi e la modalità di partecipazione del MA.

Riuscirà il MA a raggiungere o superare la partecipazione dei veri partiti?

Funziona solo grazie alla tv?

Cosa possiamo imparare dalla incredibile vicenda di Arturo? Ha senso derubricare il tutto a fenomeno scaturito da una trasmissione televisiva di successo? Sicuramente no.

Essere riusciti a mobilitare tutte queste persone, che hanno creato i circoli territoriali (virtuali) e partecipano attivamente alla riuscita dell’iniziativa, è un risultato che va oltre al semplice moto di simpatia per una trasmissione televisiva. Essere riusciti a far compiere l’azione stessa, in queste proporzioni e con questi numeri, questo è il dato che decreta il successo dell’iniziativa.

Ma come è stato possibile?

  • Analisi dei competitor: prima di lanciarsi in una iniziativa di questo tipo è bene vedere cosa stanno facendo gli altri, chi sono i competitor? C’è spazio per un nuovo soggetto? Vedendo la situazione precedente all’entrata nel “mercato” del Movimento Arturo era chiaro che la possibilità di successo era molto alta: numeri bassi e gestione non professionale degli altri account rendevano facile il raggiungimento di un obiettivo minimo.
  • Call to Action e obiettivo chiari: è stato chiesto l’aiuto ai Fan, attraverso una Call to Action semplice e dando un obiettivo chiaro e immediatamente superabile: raggiungere e superare il movimento politico appena creatosi dalla scissione del PD. L’obiettivo è stato raggiunto e superato in poche ore, questo ha generato entusiasmo fra i fan che hanno portato quindi l’iniziativa a diventare ben presto più grande di come era nata.
  • I Fan vengono ripagati: ri-postare i tweet dei “circoli” territoriali e sottolineare per ognuno il lavoro che viene svolto crea un’immediata intesa fra “la dirigenza” e “il territorio”. Questo aiuta a far crescere ancora di più la partecipazione degli utenti, che vogliono sentirsi parte dell’iniziativa.
  • Auto-ironia: Non prendersi sul serio è ovviamente il postulato di una iniziativa di questo tipo, tuttavia dobbiamo ricordarci sempre che quando si lanciano campagne che prevedono la partecipazione degli utenti, farlo in modo ironico può aiutare molto nella riuscita.

 


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