Le pagine AMP, accelerated mobile pages, sono molto utili per una buona user experience dell’utente che usufruisce di contenuti da dispositivi mobili

 

Se hai mai ricercato contenuti su Google e cliccato sui risultati di ricerca da un dispositivo mobile, probabilmente avrai già visto le pagine AMP (acronimo di Accelerated Mobile Pages).

AMP altro non è che un framework open source sviluppato da Google in collaborazione con Twitter. Le pagine mobili accelerate, tradotto letteralmente dall’inglese, sono fondamentali per creare un’esperienza utente migliore e più veloce su internet mobile. Fondamentalmente, il framework consente di creare esperienze più leggere per dispositivi mobili semplificando il codice HTML e seguendo delle regole CSS facilitate.

Le pagine AMP erano originariamente state sviluppate in risposta agli Instant Article di Facebook. Tuttavia, nel corso degli anni, AMP è diventata una potente piattaforma per la distribuzione di contenuti anche dai risultati di ricerca Google e sono sempre di più i siti web aziendali che se ne servono.

 

Ma cosa sono nel dettaglio le pagine AMP?

Le pagine AMP, come anticipato nel precedente paragrafo, fanno parte di un progetto lanciato da Google qualche anno fa per favorire la velocità di caricamento delle pagine da mobile. In particolare, questo programma è orientato soprattutto ai siti di news e ai blog, ma non può essere applicato con altrettanto successo agli e-commerce, siti web ove sarebbero necessarie implementazioni difficilmente effettuabili con codice AMP.

Alla base dello sviluppo delle pagine AMP c’è la velocità di risposta e di caricamento della pagine informative e David Besbris, direttore dell’area ingegneristica di Google, durante la conferenza di presentazione del progetto ha affermato che ogni volta che un articolo ci mette troppo tempo a caricare, il lettore è perso.

 

Come funzionano le pagine AMP

Il framework AMP è composto da tre parti principali:

  • AMP HTML: una versione più snella del normale HTML. Il framework AMP ha delle regole molto rigide per quanto riguarda i tag HTML riconosciuti. Per garantire un caricamento rapido della pagina, infatti, alcuni elementi non sono consentiti. Il progetto richiede inoltre l’utilizzo semplificato del CSS;
  • AMP JS: per garantire un caricamento rapido delle pagine su piattaforme mobili, AMP limita l’utilizzo di qualsiasi Javascript. L’unica eccezione è per gli script AMP, che sono ottimizzati tenendo presente l’accelerazione del caricamento della pagina;
  • AMPC CDN: comunemente noto come AMP Cache, un componente critico della piattaforma, è la sua rete di distribuzione basata su proxy (CDN). Per impostazione predefinita, AMP CDN memorizza nella cache tutto il contenuto AMP valido e non fornisce un’opzione per la cancellazione. Tuttavia, è possibile continuare a sfruttare il proprio provider CDN nella cache AMP per personalizzare le configurazioni di content view.

 

Il contenuto in prima linea

Le pagine AMP riportano la piena attenzione sui contenuti. Nei pochi anni trascorsi dal lancio del progetto è oramai possibile affermare che si tratta di un programma consolidato.

Questo perché la maggior parte dei contenuti presenti sul web sono statici e le aziende che hanno attivato le pagine mobili accelerate hanno registrato notevoli incrementi di traffico con fonte ricerca organica. Inoltre, Google ha semplificato per gli editor la possibilità di far risaltare i propri contenuti grazie alle Rich Cards.

Tutti gli appassionati di SEO e mobile SEO sembrano concordare sul fatto che un sito web AMP ben implementato dovrà:

  • aumentare in modo significativo il volume del traffico di ricerca organico;
  • aumentare il coinvolgimento e le conversioni derivanti da esperienze mobili più veloci;
  • ridurre il carico sui server aziendali poiché AMP CDN memorizza la cache e risponde alla maggior parte dei risultati di ricerca;
  • fornire l’opportunità di mettere in evidenza i propri contenuti nel carosello AMP all’interno della SERP mobile.

 

In conclusione

Dal momento del suo lancio, il progetto AMP ha ottenuto parecchie adesioni da parte di aziende, blogger e freelancer che avevano la necessità di snellire l’esperienza mobile. Questa nuova tecnologia, a conti fatti, fa bene all’utente ed alle stesse aziende perché, al di fuori delle logiche di guadagno con gli editor, AMP permette una navigazione più armonica tra i contenuti editoriali di tutti coloro che si occupano di informazione ed approfondimento.

C’è quindi da sperare che aziende e digital expert comprendano al più presto che le pagine AMP sono il futuro dei blog aziendali, visto e considerato che fin troppo spesso gli utenti si impantanino mentre attendono il caricamento di una o dell’altra pagina web. Proprio per questo la velocità di caricamento è uno dei fattori di Ranking più importanti, che rientra in qualsiasi SEO Best Pratice che si rispetti.

 



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Pagine AMP: cosa sono, come funzionano e quando utilizzarle
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Pagine AMP: cosa sono, come funzionano e quando utilizzarle
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Se hai mai ricercato contenuti su Google e cliccato sui risultati di ricerca da un dispositivo mobile, probabilmente avrai già visto le pagine AMP (acronimo di Accelerated Mobile Pages). AMP altro non è che un framework open source sviluppato da Google in collaborazione con Twitter. Le pagine mobili accelerate, tradotto letteralmente dall'inglese, sono fondamentali per creare un'esperienza utente migliore e più veloce su internet mobile. Fondamentalmente, il framework consente di creare esperienze più leggere per dispositivi mobili semplificando il codice HTML e seguendo delle regole CSS facilitate.
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