Bot su Instagram: cosa sono?

 

I bot su Instagram sono nati come app e tool per automatizzare determinate azioni come: like ai post con una frequenza da preimpostare, commentare i post altrui con messaggi predefiniti e seguire altri account secondo una targetizzazione fatta con parole chiave di interesse. In sostanza, i bot su Instagram, sono necessari per automatizzare il processo di interazione utile alla cura del proprio profilo business e, per un certo periodo di tempo, sono stati molto in voga tra gli esperti di Instagram marketing.

Abbiamo già parlato di quanto le interazioni siano importanti per combattere contro l’algoritmo Instagram ed i bot sembravano una soluzione molto semplice per l’automatizzazione di questo processo. Attraverso l’utilizzo di strumenti come Instagress (prima della sua recente chiusura) era sufficiente impostare tutti i parametri come target, hashtag e frequenza di azione, fino ad arrivare ad automatizzare completamente il processo di interazione con gli altri utenti.

Sembra tutto bellissimo, ma in realtà i bot di Instagram sono croce e delizia per tutti i social media manager ed i community manager.

I bot sono invitanti perché sembrerebbero essere la soluzione perfetta per chi coltiva meticolosamente la propria community Instagram, ma in realtà nascondono delle insidie. La prima è quella della violazione dei termini e condizioni di servizio Instagram.

Stando alle condizioni Instagram, ogni tipologia di automazione va contro i termini di utilizzo della piattaforma e, avvalersi di questa tipologia di servizi, potrebbe portare addirittura alla sospensione dell’account. Proprio al punto 15 delle linee guida del social visual più amato al mondo, troviamo quanto segue:

È proibito creare account con i Servizi attraverso mezzi non autorizzati, incluso, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l’uso di dispositivi, script, bot, spider, crawler o scraper automatizzati.

Insomma, non tutti quelli che utilizzano i bot vedranno il loro account sospeso o chiuso, ma di sicuro Instagram si sta battendo per sconfiggere questo fenomeno ancora molto in voga.

La chiusura di Instagress, uno tra i bot più utilizzati per creare interazioni sulla piattaforma, la dice lunga su quanto questo fenomeno non sia apprezzato dai vertici di Instagram.

Piano piano molti altri tool simili sono stati chiusi e la guerra dichiarata da Instagram ai bot probabilmente non si fermerà qui.

Ai vertici di Instagram, infatti, si desidera mantenere un flusso naturale di interazioni, senza alcun dato gonfiato. I bot, d’altro canto, hanno avuto un grandissimo successo proprio perché aumentano parecchio l’engagement e sono un modo per ottenere follower facili. Ma se tutti i servizi di automazione di terze parti chiudessero da un giorno all’altro, saremmo pronti a gestire questo tipo di problema?

 

Come sopravvivere alla chiusura dei bot su Instagram

Si può sicuramente sopravvivere alla chiusura dei bot su Instagram, infatti prima del loro avvento, ogni processo sulla piattaforma veniva fatto in maniera completamente manuale. Tutti i social media manager che si occupano in maniera maniacale della gestione della propria community dovranno solo trovare altre modalità per interagire e per ricercare gli hashtag di proprio interesse.

Su Instagram si possono ricercare hashtag, persone o luoghi. La ricerca tramite hashtag è comunque quella più utilizzata, per questo motivo è sicuramente utile stilare un elenco di parole chiave inerenti al proprio business e maggiormente utilizzati dalla community di riferimento.

Sarà poi necessario monitorare gli hashtag utilizzati dagli utenti ed interagire con loro. Un modo per creare interesse è quello di non fermarsi al semplice like, ma di lasciare un commento sensato ed inerente allo stesso post e non il classico “wow” che in genere proviene dall’impostazione di un bot.

Sicuramente la cura manuale della community richiede molto più tempo rispetto a quanto non ne richieda l’impostazione di un bot, ma si avrà una qualità di interazione decisamente superiore che sarà ripagata con una crescita veritiera della community.

Una cosa è comunque certa: se tutti i bot Instagram venissero chiusi, non si assisterebbe più al fenomeno di persone che si dichiarano influencer solo perché hanno attivato un servizio di questo tipo e nemmeno al tanto odiato problema del follow/unfollow che sta attanagliando i brand su Instagram.

Curare la propria community è una cosa seria.

Non è solo un discorso di interazioni, ma anche (e soprattutto) di analisi dei dati. Gli stessi Insights o anche tool di terze parti come Iconosquare, Socialrank o Socialbakers, permettono di verificare i gusti della community, quindi dati sociodemografici, i post con un maggiore engagement, l’orario migliore di pubblicazione, la crescita dei follower e così via.

Facendo un lavoro di analisi si ha la possibilità di comprendere a fondo i gusti dei propri follower e procedere con la creazione di contenuti ad hoc per ottenere una crescita di interazioni e di engagement sui post in maniera del tutto naturale.

L’algoritmo di Instagram premia le interazioni di qualità, quindi ricordatevi sempre di analizzare, sperimentare e ancora analizzare per entrare nel cuore dei vostri utenti.


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Come sopravvivere alla chiusura dei bot su Instagram
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Come sopravvivere alla chiusura dei bot su Instagram
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I bot su Instagram sono molto utilizzati per automatizzare le interazioni, peccato che non siano consentiti dal regolamento di Instagram. Qualche consiglio per sopravvivere alla chiusura dei bot.
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