Il nostro pensiero sul giusto mix tra contenuti lunghi e contenuti brevi

Quando si apre un blog, tra le prime domande che frullano per la testa, ce ne sono un paio in particolare che ognuno di noi si è posto: “E ora cosa pubblico? Scrivo dei contenuti lunghi o contenuti brevi?”.

In merito ai contenuti, vi sono diverse scuole di pensiero ma ad oggi non si è giunti ancora ad una risposta definitiva. I marketers sostengono tutto il contrario di tutto e la domanda è rimasta tra quelle sospese nell’etere senza ricevere una risposta definitiva.

Lo scopo del nostro post di oggi, è quello di esporvi il nostro pensiero e di raggiungere ad una risposta assieme a voi.

Contenuti lunghi o contenuti brevi: una definizione

Vengono definiti “contenuti lunghi tutte quelle tipologie di contenuto superiori alle 800 parole, mentre i “contenuti brevi sono tutti quei post composti da non più di 500 parole.

Il minimo raccomandato dagli esperti SEO per essere indicizzati da Big G, e non penalizzati, è di 300 parole.

Quando scrivete un post, prima ancora di scegliere la lunghezza del contenuto, dovete però fornirvi un obiettivo.

Volete scrivere per l’utente o volete fare SEO?

Come già spiegato la scorsa settimana nel nostro articolo “Post su Facebook: trucchi per migliorare con la psicologia“, l’internauta medio perde la concentrazione dopo circa 8 secondi.

Per catturare l’attenzione dell’utente e non annoiarlo, quindi, si tende a preferire dei post corti che forniscano tutte le informazioni in maniera chiara e non troppo prolissa.

Seth Godin, uno tra i più grandi marketer al mondo, è un sostenitore del contenuto breve.

Navigando sul suo blog vi accorgerete che i suoi post sono realmente corti e che spesso non superano il minimo di 300 parole raccomandato da Google. É il suo stile di comunicazione: breve, diretto, senza troppi giri di parole, ed i suoi sostenitori amano questo suo modo di essere.

Meglio contenuti lunghi o contenuti brevi

Google, al contrario, non ama affatto questa formula.

Il motore di ricerca n. 1 al mondo, tende a penalizzare i contenuti alla Seth Godin, in quanto ritenuti di scarso valore a causa della loro brevità.

E non è solo Google a pensarlo, anche diversi esperti sostengono che un post con lunghezza superiore alle 800 parole riceva maggior numero di backlink e più condivisioni sui social.

Il problema dei contenuti lunghi è che, per essere definiti di qualità alta, devono fornire delle informazioni reali, senza annoiare l’utente.

Un contenuto lungo deve essere in grado di tenere incollato l’utente alla pagina, senza mai dargli modo di desistere dalla lettura.

Se scritto bene, anche un contenuto di 2.000 parole può attrarre ed interessare l’internauta.

E allora dove sta la verità?

Come si suol dire, la verità sta nel mezzo.

Ci spieghiamo meglio: non è solo la lunghezza di un dato post che definisce il concetto di contenuto di valore. Quando ci si mette al lavoro su un blog post, ci sono un sacco di fattori da tenere in considerazione, tra i quali:

Formattazione

La formattazione di un testo è estremamente importante.

Il lettore medio di internet, prima di decidere se leggere o meno un blog post, osserva i titoli e le immagini. Se la formattazione è accattivante, il lettore è conquistato e andrà a fondo nella lettura delle vostre parole.

Sostanza

Quante parole servono per esprimere un concetto?

Ecco un’altra domanda che vi dovrete porre, prima di mettervi all’opera davanti al pc: se 300 parole sono sufficienti per raccontare una storia o per esprimere un concetto è inutile portare il vostro post a 1000!

L’utente se ne accorgerebbe e vi abbandonerebbe dopo pochi secondi.

Pubblico

Bisogna immaginare il pubblico al quale ci si vuole rivolgere e scrivere dei contenuti su misura per loro.

Se scrivete blog post per gli addetti ai lavori, i contenuti lunghi dedicati agli approfondimenti sono sicuramente preferibili ed aiutano a migliorare la vostra brand reputation (o personal reputation).

Se scrivete blog post solo per aumentare il traffico sul vostro sito e chiamare l’utente ad una CTA ben chiara, vanno bene anche i contenuti brevi, purché siano comunque definibili di qualità.

Frequenza

Ci sono blogger che tirano fuori dal cilindro un post al giorno e altri che ne tirano fuori uno al mese.

In questo caso, se si scrive ogni giorno, è davvero difficile curare contenuti di tipo long form e si tende a preferire dei post più brevi, ma comunque informativi.

I blog che escono con un post al mese, al contrario, preferiscono contenuti lunghi o addirittura puntano sui pillar article.

Ma quindi? Meglio i contenuti lunghi o i contenuti brevi?

Noi di Leevia pensiamo che non ci sia una regola assoluta.

Con il nostro blog pubblichiamo articoli tutti i giorni cercando di creare il perfetto mix tra contenuti lunghi e contenuti brevi, prestando sempre un occhio di riguardo per l’utente, fornendo approfondimenti sul nostro core business e sul mondo digital in generale.

Come detto qualche riga fa, la verità sta nel mezzo e bisogna cercare di trovare il perfetto equilibrio tra le esigenze di Big G e quelle degli utenti.

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