Intervista a Riccardo Pirrone, il responsabile della Strategia Social della Pagina e della parte creativa di Taffo

 

Negli ultimi mesi si è parlato molto della strategia di comunicazione – in particolare sui Social – di un’azienda di pompe funebri abruzzese, che ha, senza ombra di dubbio, rivoluzionato il modo di comunicare in un settore così particolare: Taffo.

I post di Taffo sono stati discussi, analizzati, portati come case study a molti eventi, sui gruppi di discussione, su molti siti e blog di settore: insomma, chi si occupa di Social Media Marketing non può non aver mai sentito parlare di Taffo!

In molti però – tra cui il sottoscritto, lo ammetto – hanno messo in dubbio l’efficacia in termini di ROI di questa strategia, avanzando diversi dubbi sull’effettivo ritorno dell’investimento. Per cercare di capirne qualcosa in più, quindi, ho contattato il responsabile della strategia Social di Taffo, Riccardo Pirrone, amministratore di KiRweb…

 

Ciao Riccardo, innanzitutto grazie per l’intervista. Per cominciare, ci spieghi qual è il tuo ruolo e da quanto lavori per Taffo?

«Grazie a voi. Lavoriamo per Taffo Funeral Services da fine Dicembre 2016 e io in prima persona mi occupo della Strategia Social della pagina e della parte creativa».

Recentemente c’è stata una scissione: quindi, di quale delle due aziende stiamo parlando? Puoi aiutarci a fare chiarezza?

«Stiamo parlando della TAFFO Funeral Services con 3 sedi a Roma, ma che ha anche sede ad Anzio – Nettuno – Aprilia e L’Aquila, in pratica stiamo parlando della TAFFO principale».

Ci puoi fare un quadro più ampio? Come è sviluppata e come si svilupperà la vostra strategia di comunicazione?



«La strategia di comunicazione social, iniziata a fine Dicembre 2016 si è andata ad inserire in quella già avviata da anni sulla cartellonistica. La vera novità della strategia social TAFFO è che non si concentra solamente sui social, ma integra anche il Direct Marketing, il Comarketing e gli eventi: è in pratica una strategia di Cross Marketing. La linea editoriale è molto varia e non si basa solamente sul real time marketing (come molti pensano), ma punta all’interazione e al coinvolgimento dell’utente, mettendo in primo piano sempre il brand».

In generale la ritieni una strategia di successo per un’impresa locale come Taffo e se sì, perché?

«Dai risultati che abbiamo è una strategia di successo per un’impresa locale come TAFFO, ma di base si può modulare per qualsiasi tipo di attività locale. I risultati sono calcolati sull’engagment che la pagina sviluppa e sulle visualizzazioni uniche di ogni singolo post. Tutta la strategia mira ad aumentare la brand awareness».

Come gestite il piano editoriale, visto che per di più lavorate con il real time marketing?

«Il piano editoriale è prodotto mese per mese in base a quello che si deve comunicare e in base alle giornate salienti del mese. Il real time marketing si interseca nella linea editoriale e spesso la cambia per ovvi motivi di urgenza».

Ci puoi parlare delle vostre iniziative di co-marketing? Ritieni siano state un successo? Ne farete altre in futuro?

«Abbiamo realizzato dei post in comarketing con Netflix – Warner Bros – Elio e le storie tese e grazie alla popolarità di questi partner sono andati tutti molto bene. Alcuni hanno chiesto la nostra presenza fisica per eventi in loco, altri hanno richiesto solo un supporto a livello social. Tutte queste attività per TAFFO sono a costo quasi zero, ma hanno un ritorno d’immagine elevato».

Veniamo al punto caldo di questi giorni. Data Media Hub ha pubblicato un post contenente i bilanci di Taffo, sostenendo che, alla luce di numeri così negativi, la vostra strategia di comunicazione non funzioni. Come rispondi?

«Le attività social della Taffo Funeral Services sono iniziate nel 2017. L’autore del famoso articolo e del grafico di bilancio, per avere un po’ di visibilità misura le pere con le mele, ma non vuole pagare la busta Bio, infatti prende in esame gli anni passati dove non esisteva una strategia social.

Nel grafico che riporto si può vedere chiaramente che in pagina TAFFO non c’erano attività prima del 2017 se non sporadiche ed inutili.

strategia taffo bilancio

Ricordo che avere una pagina Facebook non significa avere una strategia. Inoltre non fa onore a nessuno ed è alquanto superficiale collegare un bilancio solamente alla comunicazione (solo social per giunta). Dobbiamo in ogni caso prendere in esame i bilanci del 2018 o del 2019 se vogliamo trovare a tutti i costi una correlazione con la comunicazione social del 2017».

Un’altra domanda che sicuramente molti dei nostri lettori vorrebbero farti è: perché le persone a cui muore un parente dovrebbero rivolgersi all’agenzia di pompe funebri che li ha fatti ridere? Ritieni che affrontare un tema come la morte con ironia sia una strategia vincente in Italia?

«Secondo TAFFO, ma anche secondo noi, nessuno vuole sentirsi ricordare che la propria morte o di un proprio caro può arrivare in qualsiasi momento e con i nostri post giochiamo proprio su questo. Rassicuriamo e scherziamo su una professione molto spesso vista di cattivo occhio. Sagacia e coraggio possono davvero fare il miracolo in comunicazione».

Insomma: tutta questa visibilità giova più all’azienda o ai Social media manager?

«Giova a tutti, anche a voi blogger, perché TAFFO porta bene».


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La gestione della Pagina di Taffo: l'intervista
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La gestione della Pagina di Taffo: l'intervista
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La strategia social di Taffo si è attirata negli anni diverse simpatie, ma come valutare la sua reale efficacia? L'abbiamo chiesto al responsabile del piano editoriale Riccardo Pirrone, amministratore di Kirweb
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