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Abbiamo letto per voi Rivoluzione Telegram: ecco cosa abbiamo imparato

Telegram per il business sì o no? L’app di messaggistica istantanea dei fratelli Durov ha guadagnato sempre più utenti in questi ultimi anni, anche tra aziende, enti non-profit e creators che la utilizzano come canale principale per fornire contenuti esclusivi ai propri utenti.

Seppur spesso venga paragonato a WhatsApp come alternativa per scambiarsi veloci messaggi con parenti e amici, Telegram si è differenziato sin da subito per le sue potenzialità a livello di marketing.

Ad oggi l’app conta circa 500 milioni di utenti attivi mondiali e la tendenza è in crescita, con molti utenti che stanno migrando proprio da WhatsApp per i suoi problemi di privacy ed il malvisto legame con Facebook.

Con questo trend in costante evoluzione, quindi, non è strano parlare di Telegram per il business come strumento oramai consolidato, seppur in continuo cambiamento con il rilascio di feature sempre più interessanti e utili alle aziende. Proprio di questo parla Rivoluzione Telegram – Scopri le funzioni segrete e usalo come strumento di marketing: il volume di Marta Pellizzi edito da Dario Flaccovio Editore.

Telegram vs. WhatsApp: la grande sfida

Che WhatsApp sia in palese competizione con Telegram è oramai assodato e questo lo dimostra l’introduzione, oramai di un paio di anni fa, della possibilità di creare dei canali.

In realtà si tratta di gruppi WhatsApp in cui vi è la possibilità di attivare un sistema di comunicazione top-down, nei quali solo gli amministratori possono pubblicare messaggi.

La funzione dei canali esiste sin dalla nascita in Telegram, che ha da sempre offerto ai propri utenti la possibilità di creare dei luoghi virtuali in cui pubblicare aggiornamenti, senza intasare la chat di risposte da parte dei partecipanti.

Ovviamente, proprio perché si tratta di uno strumento in costante aggiornamento, nel corso del tempo sono state aggiunte delle feature che permettono comunque l’interazione. Tra le altre troviamo i sondaggi, ma anche la possibilità da parte degli amministratori di aprire una chat legata all’aggiornamento, il like / dislike e così via dicendo.

Telegram per il business e i creators

Il canale della book influencer e creator digitale @tegamini

 

Telegram per il business: le funzionalità

Ovviamente, quella dei canali non è l’unica differenza che intercorre tra WhatsApp e Telegram. Ma poiché questo non è un processo atto a definire quale app sia meglio o peggio, ora ci concentreremo su come utilizzare Telegram per il Business.

Oltre ai già citati canali, Telegram offre innumerevoli funzioni utili per una strategia di marketing digitale. Tra queste troviamo le possibilità di:

  • inviare video messaggi, mostrandosi in prima persona o inviando contenuti esclusivi di behind the scene;
  • utilizzare i BOT per far vivere agli utenti delle vere e proprie esperienze immersive nei contenuti;
  • inserire dei messaggi fissati, che possono essere multipli per contenere delle FAQ o delle policy specifiche all’interno dei gruppi;
  • creare dei gruppi chiusi in cui avviare chat vocali in stile Clubhouse;
  • inviare allegati fino a 2GB di dimensione.

Alla luce di questo ci troviamo davanti ad un’applicazione che è ideale per coltivare relazioni con la propria community, guidando gli utenti all’interno di specifici funnel di conversione, ma che può essere anche utilizzata con successo per la comunicazione interna aziendale.

Altro fiore all’occhiello dell’app dei fratelli Durov è la privacy. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica che diversi anni fa ha coinvolto Facebook, gli utenti sono diventati sempre più attenti e sensibili all’argomento e l’introduzione del GDPR ha accentuato notevolmente il fenomeno. Per chattare con qualcuno basta sapere il nome utente, non è obbligatorio conoscere il numero di telefono.

L’app Telegram è basata sul protocollo MTPROTO, con algoritmi a lungo testati per rendere la sicurezza compatibile con la velocità. Le chat avviate con Telegram supportano due livello di crittografia: la crittografia server-client per le chat cloud come quelle private e di gruppo e la crittografia client-client per le chat segrete.

Le chat segrete sono una vera e propria cassaforte protetta dalla crittografia end-to-end, non permettono l’inoltro e supportano l’autodistruzione dei messaggi. Queste chat non lasciano tracce sui server Telegram […]

Come creare una strategia efficace con Telegram

Sulla carta Telegram è perfetta per il business, ma conta al suo interno un’utenza decisamente inferiore rispetto a WhatsApp. Questo può essere visto come unico neo, ma appurato che la nostra audience sia presente sulla piattaforma, o sia disposta a scaricarla per restare in contatto con noi, questo unico contro non è certo uno scoglio insormontabile.

L’unico modo per sapere se Telegram per il business è efficace è testarne le funzionalità, anche perché come tutte le piattaforme può andare bene per qualcuno ma per altri non è lo strumento adatto.

Se in fase di test iniziale riscontrerai dei risultati positivi non dovrai far altro che partire con una tua strategia, magari sfruttando altri canali digitali per portare audience nel tuo canale e proporre lì solo contenuti esclusivi.

Proprio sull’esclusività è necessario soffermarsi. Telegram per il business non porterà mai a nulla se utilizzato solo per riproporre le medesime comunicazioni già pubblicate su Facebook, Instagram e / o LinkedIn. Bisogna offrire qualcosa di tangibile agli utenti che si iscrivono ad un canale: che siano opportunità di discussione o sconti / coupon da spendere in negozio Web o fisico. Di fatto, è come se fosse una newsletter ma in versione più smart.

Alla luce di questo è necessario disegnare un progetto ben definito partendo da un obiettivo concreto. Non esistono strategie valide per tutte le aziende e nemmeno per tutti i canali, motivo per cui dovrai trovare la tua value proposition.

Una volta messo tutto nero su bianco non dovrai far altro che trovare il giusto modo di applicare la tua strategia, decidendo innanzitutto se aprire un gruppo, in cui tutti gli utenti possono comunicare, o un canale, dove la comunicazione è tendenzialmente top-down ma con qualche possibilità di interazione. I canali, a loro volta, possono essere pubblici o privati.

L’individuazione del come e del mezzosono fondamentali per comprendere in che direzione andare con la pianificazione editoriale. Anche qui non esistono regole specifiche e ricette perfette. C’è chi ottiene ottimi risultati pubblicando poco e chi decide di pubblicare anche più volte al giorno per mantenere attiva la community.

Il tutto dipende dal target, dal brand e dai messaggi che si intendono trasmettere.

Telegram è un valido alleato in una strategia di digital marketing

Ovviamente Telegram non può essere utilizzato da solo, ma deve lavorare in sinergia con altri mezzi per raggiungere un obiettivo comune.

Il volume di Marta Pellizzi spiega perfettamente in che modo l’applicazione può essere utilizzata per creare delle connessioni utili a livello business e lo consigliamo assolutamente a tutti coloro che sono digiuni della piattaforma e che sono alla ricerca di strumenti alternativi per raggiungere il proprio pubblico.

 

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Riassunto
Telegram per il business: come integrarlo nella strategia di marketing
Titolo Articolo
Telegram per il business: come integrarlo nella strategia di marketing
Descrizione
Telegram è uno strumento molto utile in una strategia di digital marketing che prevede più step per portare gli utenti a compiere determinate azioni. La creazione di canali crea autorevolezza e l'applicazione può essere utilizzata ai fini di business da aziende e liberi professionisti per fare branding. Rivoluzione Telegram di Marta Pellizzi, edito da Dario Flaccovio Editore, permette di comprendere bene le dinamiche dell'app sviluppata dai fratelli Durov.
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Leevia
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