Abbiamo letto per voi Rivoluzione Telegram: ecco cosa abbiamo imparato

 

Rivoluzione Telegram sì o no? La “nuova” app di messaggistica istantanea sta dando parecchio filo da torcere a WhatsApp, che nel tempo ha cercato di replicarne diverse funzioni utili agli utenti ed alle aziende.

A differenza di WhatsApp, però, nato nel 2009 come app per comunicare con amici e parenti in alternativa agli SMS e / o MMS, in Telegram sono state viste sin da subito delle potenzialità per l’utilizzo ai fini marketing. Ad oggi l’app sviluppata nel 2013 dai fratelli russi Durov conta circa 200 milioni di utenti attivi mondiali, rispetto ad un numero più elevato di utenti WhatsApp, che sono circa 1 miliardo e 500 milioni. Numeri che certo non si possono paragonare tra loro, anche considerato il numero di persone che utilizzano Facebook Messenger per comunicare (circa un miliardo e 300 milioni).

Quello che ci chiediamo è: perché Telegram fa paura ai grandi colossi e quali sono le funzioni che possono essere utilizzate per fare business? A queste domande risponde Marta Pellizzi, con il suo volume Rivoluzione Telegram – Scopri le funzioni segrete e usalo come strumento di marketing, pubblicato all’interno della collana Web Book di Dario Flaccovio Editore.

 

Telegram vs. WhatsApp: la grande sfida

Che WhatsApp sia in palese competizione con Telegram è un concetto indiscusso e questo lo dimostra anche la recente introduzione della possibilità di creare una sorta di “canali” all’interno dell’app del colosso di Menlo Park. In sostanza, da poco WhatsApp ha rilasciato un aggiornamento in cui vi è la possibilità di attivare un sistema di comunicazione top-down, ovvero nel quale solo gli amministratori possono pubblicare messaggi all’interno dei gruppi ed è stato innalzato il numero di potenziali partecipanti che si possono aggiungere, arrivando a 256. Questa funzione non è nuova in Telegram, che da sempre ha offerto ai propri utenti la possibilità di creare dei canali in cui pubblicare aggiornamenti senza però intasare la chat di risposte da parte dei partecipanti.

Questa non è l’unica differenza tra le due app ed entrambe hanno i propri pro e contro per l’utilizzo ai fini di business, motivo per cui, come sempre, è necessario studiare la corretta strategia per raggiungere i propri obiettivi imprenditoriali. WhatsApp non esclude Telegram e viceversa, solo che esistono diverse differenze tra i due.

Oltre a quella sopracitata dei canali, alla quale WhatsApp si sta adeguando, Telegram offre innumerevoli funzioni utili in una strategia di digital marketing: la possibilità di inviare video messaggi (quante volte diciamo che nel business bisogna metterci la faccia?), quella di iscriversi e poter comunicare con chiunque nel mondo solo sfruttando il nome utente e molto altro. Inoltre, la possibilità di sfruttare BOT sviluppati ad hoc permette agli amministratori dei canali di far vivere delle vere e proprie esperienze ai partecipanti: un’ottima modalità per far sì che la comunicazione attivata sia immersiva e non più solo top-down, guidando gli utenti all’interno di un determinato funnel di vendita sviluppato in ottica strategica.

Altro fiore all’occhiello dell’app dei fratelli Durov è la privacy. Dopo lo scandalo Facebook con Cambridge Analytica, gli utenti sono diventati sempre più attenti e sensibili all’argomento e l’introduzione della GDPR ha accentuato notevolmente il fenomeno.

L’app Telegram è basata sul protocollo MTPROTO, con algoritmi a lungo testati per rendere la sicurezza compatibile con la velocità. Le chat avviate con Telegram supportano due livello di crittografia: la crittografia server-client per le chat cloud come quelle private e di gruppo e la crittografia client-client per le chat segrete.

Le chat segrete sono una vera e propria cassaforte protetta dalla crittografia end-to-end, non permettono l’inoltro e supportano l’autodistruzione dei messaggi. Queste chat non lasciano tracce sui server Telegram […]

 

Come creare una strategia efficace con Telegram

Una volta comprese le potenzialità di Telegram, cerchiamo di capire come integrarlo all’interno di una digital strategy. Adatto al marketing, al business e anche al personal branding, non va escluso a priori perché “pochi ce l’hanno”. Testare è l’unico modo per comprendere se l’applicazione è davvero utile al tuo caso: se in fase di test riscontrerai dei risultati positivi, non dovrai far altro che attivare una strategia che porti a dei risultati. Effettuare delle prove ti servirà per conoscere il mezzo e individuare eventuali errori per completare la tua strategia. In ogni caso dovrai capire se il tuo target è presente su Telegram, motivo per cui provare è indispensabile.

Disegnare un progetto è necessario, soprattutto se intendi ricavare dei benefici per la tua attività, quindi il primo step è quello di definire l’obiettivo (raggiungibile) che speri di ottenere. Non esistono strategie valide per tutte le aziende e nemmeno per tutti i canali, motivo per cui dovrai trovare un progetto unico che trasmetta valore ai tuoi utenti.

Una volta individuato l’obiettivo (o gli obiettivi) dovrai trovare il giusto modo di attivarlo, o meglio, i giusti mezzi. Telegram offre due funzionalità utili per comunicare con la massa: quella dei gruppi (in cui tutti gli utenti possono comunicare) e quella dei canali (comunicazione top-down). I canali, a loro volta, possono essere pubblici o privati.

L’individuazione del mezzo è fondamentale per comprendere che tipo di pianificazione editoriale attivare e il tutto deve essere sempre finalizzato al raggiungimento di un obiettivo. Questo può essere il miglioramento delle visite ad un sito web, l’entrata in un funnel specifico e molto altro.

 

Telegram è un valido alleato in una strategia di digital marketing

Ovviamente Telegram non può essere utilizzato da solo, ma come per tutti gli altri strumenti deve essere attivato in sinergia ad altri mezzi che lavorano insieme per raggiungere un obiettivo. Il volume di Marta Pellizzi spiega in maniera egregia come trasformare l’applicazione da semplice strumento per mandare messaggini ad amici a mezzo per creare connessioni con gli utenti ai fini di business. Assolutamente consigliato a tutti coloro che sono digiuni della piattaforma e che sono alla ricerca di strumenti alternativi per fare digital marketing.

Qui il link per acquistare Rivoluzione Telegram – Scopri le funzioni segrete e usalo come strumento di marketing su Amazon.


Se hai trovato questo articolo interessante, iscriviti alla nostra Newsletter!

Il titolare del trattamento dei dati personali è Leevia S.r.l. ai sensi della presente Informativa privacy.

Voglio ricevere la Newsletter di Leevia S.r.l., a mezzo e-mail, anche mediante profilazione, come specificatamente indicato nell’Informativa privacy. Accetto i termini d'uso, incluso l'utilizzo dei cookie.


Potrebbe interessarti anche:

Summary
Telegram come strumento di digital marketing
Article Name
Telegram come strumento di digital marketing
Description
Telegram è uno strumento molto utile in una strategia di digital marketing che prevede più step per portare gli utenti a compiere determinate azioni. La creazione di canali crea autorevolezza e l'applicazione può essere utilizzata ai fini di business da aziende e liberi professionisti per fare branding. Rivoluzione Telegram di Marta Pellizzi, edito da Dario Flaccovio Editore, permette di comprendere bene le dinamiche dell'app sviluppata dai fratelli Durov.
Author
Publisher Name
Leevia
Publisher Logo