Lo sapevi che alla base della Brand Reputation c’è il Content marketing?

 

Brand Reputation è quel termine che identifica la reputazione sul web di un determinato marchio, prodotto o azienda, ovvero di quanto gli stessi sono apprezzati sul web e sui social network.

Per far sì che la Brand Reputation generi un sentiment positivo negli utenti è fondamentale una comunicazione digitale di tipo strategico, ma è anche il risultato di un processo collettivo nel quale gli stakeholders dell’impresa giocano un ruolo fondamentale. È quindi importante impostare una strategia basata sul Content marketing per rafforzare la potenza del brand e per generare interesse negli utenti che a loro volta si sentiranno coinvolti, quasi divenendo portavoce dell’azienda, raccomandando e consigliando amici, parenti e la rete web verso la scelta di un brand piuttosto che un altro.

Questo passaparola, in gergo digitale, è conosciuto come buzz ed è una tecnica strettamente legata sia al Content marketing che alla Brand Reputation. I social media hanno aumentato a dismisura i valori percepiti dai consumatori e le attività di marketing tradizionali, come pubblicità TV e cartacee non sortiscono gli stessi risultati perché chiaramente costruite a tavolino.

Siamo nell’era in cui tutti i clienti di un brand sono classificabili come potential influencer.

Nel post di oggi legheremo insieme tutte queste informazioni: partiremo dall’importanza del Content marketing per creare una solida Brand Reputation affinché gli utenti siano incentivati a creare un buzz intorno allo stesso marchio.

Content Marketing: cos’è

Il Content marketing è quella strategia che consiste nell’ideazione e creazione di contenuti capaci di attirare gli utenti, incuriosendoli e coinvolgendoli fino ad arrivare all’interazione sul web e nella vita reale (conversione all’acquisto). Quando si parla di marketing di contenuti è bene specificare che gli stessi devono essere scritti sia in ottica utente che in ottica SEO, di modo da renderci appetibili sia agli occhi dei potenziali clienti che a quelli di Google.

Scrivere contenuti web di 300 parole difficilmente digeribili alla lettura ma indicizzabili secondo i parametri di Google non significa applicare una corretta strategia di Content marketing.

Una strategia basata sui contenuti deve necessariamente produrre articoli, ebook, immagini, video, infografiche o (perché no) GIF animate in grado di informare, stimolare ed emozionare il target di riferimento.

I vantaggi del Content marketing

In alcune realtà, ancora esiste il falso mito che una strategia basata su blog, contenuti visivi e ebook gratuiti, non porti a molto. Questo fa parte delle più grandi bugie relative al mondo del marketing digitale.

Il Content marketing ha un’infinità di vantaggi, eccone alcuni:

  • Fornisce lo stimolo alla memorizzazione di un brand;
  • Offre visibilità sui social network e più in generale sul web;
  • Rafforza la brand awareness;
  • Attraverso i contenuti è possibile informare o sensibilizzare gli utenti relativamente a particolari valori del brand;
  • Contenuti di qualità permettono di creare una community attiva, creando un legame vero e proprio con il target di riferimento;
  • Il Content marketing è fondamentale per la Brand Reputation, strategia necessaria per il riconoscimento dell’autorevolezza nel settore di riferimento.

Content marketing e Brand Reputation

Come dicevamo nel titolo iniziale, alla base della Brand Reputation c’è sempre il Content marketing. I contenuti sono quelle attività che ci permettono di interagire con gli utenti della community e più essi saranno informativi e coinvolgenti, più i clienti o potenziali tali, si sentiranno incentivati ad azioni come reaction, commenti e condivisioni.

Ottenere reazioni ed azioni sui contenuti postati sui social network è di fondamentale importanza proprio per aumentare la conoscenza del brand attraverso la cosiddetta portata organica, quindi senza ricorrere ad investimenti in ADV per incrementare la notorietà in rete. Una buona portata organica è possibile solo attraverso la creazione di un piano editoriale strutturato sull’offerta di contenuti qualitativamente alti ed apprezzabili dagli utenti.

L’offerta di prodotti e servizi miscelata ad una sapiente strategia basata sui contenuti invoglierà gli utenti a farsi portavoce del marchio, attraverso la condivisione degli stessi con la propria cerchia di utenti.

Buzz e potential influencer

Il farsi (anche inconsapevolmente) ambassador del brand si chiama buzz (letteralmente ronzio) ed è necessario per lo sviluppo di sentiment positivo in rete relativamente allo stesso marchio. Nell’era dei social network tutti gli utenti sono oramai visti come potential influencer, questo per la possibilità di un coinvolgimento molto rapido di altri utenti, che a loro volta possono coinvolgerne altri, e così via.

Il passaparola in campo pubblicitario non è certo una novità, un utente prova un prodotto o legge un contenuto e lo consiglia agli amici. Quando i social network non esistevano era sicuramente un processo più lento e meno fruttuoso, ma ad oggi la condivisione di un’informazione su Facebook, quindi in una piattaforma ampia e composta da 1,86 miliardi di utenti attivi, permette di spiccare solo ed esclusivamente se lo stesso contenuto è realmente valido.

Conclusioni

Nel post odierno vi abbiamo raccontato le motivazioni per le quali tutte le aziende dovrebbero adottare una strategia basata sui contenuti per migliorare notevolmente la reputazione sul web. Non è sufficiente la condivisione di articoli presi qua e là sul web e non sono ammessi contenuti come dolci gattini.

Strategia di contenuti significa pianificare gli obiettivi misurabili, stilare un piano editoriale ben definito e rispettarlo, nonché produrre dei contenuti realmente utili agli utenti e non solo interessanti per Google.

Solo in questo modo riuscirete ad entrare nella mente dei vostri potenziali clienti spingendoli a parlare di voi e aumentando esponenzialmente la visione positiva del brand.


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