Legge concorsi a premi online: cosa è ammesso e cosa non si può fare

 

In materia di legge concorsi a premi online, sul web si trovano molte informazioni spesso discordanti fra loro. In quest’articolo faremo chiarezza sugli step normativi da rispettare, sui concorsi a premi per i quali non è necessaria autorizzazione ministeriale e sul rapporto presente tra contest online e social network.

La prima cosa da sapere è che, in tema di normativa, non ci sono differenze tra i concorsi a premi tradizionali ed i concorsi a premi online, entrambi sono disciplinati dal DPR 430/2001. Tale DPR detta le linee generali in materia di concorsi a premi, ma non vengono analizzate tutte le casistiche singolarmente. Con l’incremento dei concorsi a premi online integrati in una strategia digitale, sono da verificare di volta in volta le regolamentazioni corrette per non incorrere in spiacevoli disguidi che possono andare ad intaccare il regolare svolgimento del contest.

La legge concorsi a premi (online e tradizionali)

Quando si decide di lanciare un concorso a premi che non rientra nelle eccezioni previste dalla normativa (che andremo a vedere in seguito), è necessario seguire un iter burocratico ben preciso. La prima cosa da fare è quella di redigere un Regolamento ufficiale del concorso dove verranno indicate tutte le regole per i partecipanti, eventuali eccezioni, i premi, soggetto promotore e così via. Una volta compreso il valore dei premi messi in palio, sarà necessario effettuare il versamento di una cauzione a garanzia (pari al valore al netto dell’IVA degli stessi), tramite deposito in denaro o in titoli di Stato presso la Tesoreria provinciale dello Stato, fidejussione bancaria o assicurativa.

Come spiegato nel nostro precedente post dedicato ai costi per l’organizzazione di un concorso a premi, è preferibile una fidejussione assicurativa, sia per la velocità di versamento che per evitare problematiche relative all’abbassamento del tetto di fido bancario oppure per evitare lo spostamento di ingenti somme di denaro contante.

Con il Regolamento redatto e la ricevuta del versamento della cauzione a garanzia, sarà poi necessario dedicarsi alla compilazione del Prema Online, effettuando quindi la comunicazione telematica di intenzione di svolgimento del concorso a premi. Alla fine della compilazione, verrà richiesto di allegare lo stesso Regolamento e la ricevuta del versamento della cauzione, con firma digitale.

In materia di concorsi a premi online, la legge italiana richiede, inoltre, l’intervento di un Notaio o funzionario della Camera di Commercio di competenza che sia presente sia durante l’estrazione dei premi per la redazione del Verbale di di assegnazione delle vincite sia a fine concorso quando è stata ultimata la consegna dei premi per la redazione del Verbale di chiusura.

Per approfondimenti relativi all’iter normativo richiesto, ti rimandiamo al nostro precedente post dedicato: “Guida completa alla normativa per la creazione di un contest online“.

Le eccezioni previste dalla legge, concorsi a premi online e tradizionali

Tuttavia, ci sono delle eccezioni previste dalla normativa italiana, ovvero delle manifestazioni a premio che però non vengono considerate tali per diversi motivi. Andiamo a vederle nel dettaglio:

Concorsi modico valore

Sono tutti quei concorsi senza vincolo di acquisto con in palio dei premi con un valore commerciale pari o inferiore ai 25,82 Euro. A marzo 2017 è stata data una nuova interpretazione alla normativa che prima prevedeva come premi modico valore solo gadget o prodotti con un costo di mercato inferiore a pochi euro. La nuova interpretazione della norma rende possibile svolgere piccoli concorsi anche per quei brand che decidono di mettere in palio dei beni con un valore pari o inferiore ai 25,82 Euro, favorendo lo sviluppo e la conoscenza dei vantaggi che si possono ottenere lanciando un concorso a premi online.

Opere artistiche, letterarie o scientifiche

La legge italiana non classifica come concorsi a premi tutti quei contest lanciati per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche e tutti quei progetti in cui la presentazione e l’eventuale vincita non rappresenti un premio ma si configuri come corrispettivo di prestazione d’opera, riconoscimento del merito personale o titolo di incoraggiamento nell’interesse della collettività. Cosa significa? Che non deve sussistere un fine commerciale. Rientrano ad esempio in questa tipologia iniziative che diano un effettivo contributo alla collettività in ambito letterario, scientifico o didattico (campagne ambientali, sociali, educative).

Manifestazioni a premio con scopi benefici

I concorsi a premi che destinano le vincite ad enti o istituzioni pubbliche, secondo la legge italiana, fanno parte delle eccezioni alla normativa. Quando si lancia un contest con finalità benefiche, ad esempio utili al riattamento di un istituto scolastico o di altri enti statali non è necessaria alcuna autorizzazione ministeriale. Tempo fa Lindt aveva lanciato un concorso a tema sociale: per ogni acquisto di un Gold Bunny era necessario collegarsi al sito, cercare la scuola di riferimento ed inserire il codice presente sulla confezione. Le 10 scuole più votate hanno vinto un budget totale di 25.000 Euro così suddiviso: 10.000 Euro per la prima classificata, 5.000 per la seconda, 3.000 per la terza e dalla quarta alla decima 1.000 Euro cadauna.

Emittenti radio

Buone notizie per tutte le emittenti radiofoniche: la legge italiana concorsi a premi prevede come eccezione tutti quei contest che si svolgono in diretta durante una trasmissione che non abbia fini promozionali. Nel dettaglio significa che, qualora durante una trasmissione radio venga indetto un gioco spettacolo in cui i premi vengano assegnati ai radioascoltatori che partecipano in diretta, non è necessario effettuare alcuna comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico. L’importante è che i premi messi in palio siano utili alla spettacolarizzazione, quindi all’ottenimento di maggiori ascolti e non per promozionare iniziative, beni o servizi di altre società.

Social network: la legge e le best practice

Una tra le domande che spesso ci troviamo ad affrontare nei nostri webinar è se esiste la possibilità di creare un concorso a premi a norma di legge sui social network. In questo caso la risposta non è assoluta ed è più corretto stare nel mezzo.

Facendo riferimento allo stesso DPR 430/2001 art. 1 comma 6, si evince che:

Le attività relative allo svolgimento delle manifestazioni a premio sono effettuate nel territorio dello Stato ad eccezione delle attività connesse al confezionamento dei prodotti realizzate al di fuori del detto territorio.
È chiaro che parliamo di una norma di carattere generale, a tratti obsoleta e che al momento della sua redazione non contemplava l’idea di organizzare dei concorsi a premi online, tanto meno sui Social Network. Applicandola in era più moderna, il Ministero dello Sviluppo Economico richiede che i server di raccolta dati utenti debbano necessariamente essere posizionati su territorio italiano. Organizzare contest su Facebook o altri social network con server posizionati per lo più su suolo americano, diventa pressoché impossibile e va contro quanto richiesto dalla normativa italiana.
L’utilizzo di server di raccolta dati posizionati su suolo estero è possibile solo nel caso in cui venga attivato un sistema di mirroring, ovvero una trasmissione in tempo reale dei dati degli utenti su server posizionati in territorio italiano.

 

La creazione di social contest come concorsi fotografici o video è possibile avvalendosi di una piattaforma esterna (ad esempio Leevia) ed utilizzare la perfetta integrazione con i social network portando differenti vantaggi sia lato utente che lato azienda, come il Social Login, molto utile sia lato utente che lato azienda.

Quando si richiedono troppi dati agli utenti, vi è una sorta di scoraggiamento e (se il premio non è poi così invitante) si rischia di ottenere un alto tasso di abbandono della pagina di registrazione. Offrendo il Social Login, invece, l’utente non dovrà inserire troppi dati e si sentirà motivato a procedere fino alla fine.

Inoltre, l’utilizzo di una piattaforma perfettamente integrata con i social network è utile perché gli utenti si sentiranno incentivati alla condivisione del concorso a premi, divenendo a loro volta promotori dell’iniziativa e contribuendo alla conoscenza della collettività.

Altro vantaggio nell’utilizzo di una piattaforma esterna è la possibilità di fare lead generation, quindi ottenere contatti profilati da utilizzare successivamente per l’invio di DEM, di codici sconto e di altre tipologie di promozioni. La lead generation nei concorsi a premi è possibile soltanto qualora ci si appoggi ad una piattaforma idonea, perché non è possibile entrare in possesso dei dati dei partecipanti utilizzando soltanto Facebook, Instagram o Twitter.

Le FAQ ministeriali

Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico sono disponibili le FAQ (Frequently Asked Questions) relative proprio al mondo dei concorsi a premi online. Sono state aggiornate a marzo 2017 e si potranno trovare diverse risposte a tutti quei dubbi che attanagliano le aziende che vogliono lanciare il loro primo concorso a premi online, compreso l’aggiornamento relativo al minimo valore.


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Facciamo chiarezza sulle leggi che regolano l'organizzazione di concorsi a premi online e tradizionali. Quale interpretazione del DPR 430/2001 e delle FAQ ministeriali aggiornate.
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