Quali sono i concorsi a premi senza autorizzazione ministeriale? Facciamo un po’ di chiarezza

Esistono delle tipologie di concorsi a premi che non richiedono l’autorizzazione ministeriale, il che significa che non è necessario effettuare alcun tipo di comunicazione al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) per procedere allo svolgimento, le cosiddette esclusioni.

L’iter normalmente da seguire quando si tratta di concorsi a premi, in breve, è il seguente:

  • Stesura di un Regolamento ufficiale del concorso da inviare insieme al modulo PREMA CO/1 correttamente compilato, almeno 15 giorni prima della data di comunicazione e/o avvio del concorso a premi;
  • Versamento della cauzione richiesta, tramite deposito in denaro o in titoli di Stato presso la Tesoreria provinciale dello Stato, fidejussione bancaria o, ancora, fidejussione assicurativa;
  • Contattare un notaio o funzionario della Camera di Commercio di competenza sul territorio, per redigere i verbali di assegnazione e di chiusura.

Qualora il contest che intendete lanciare rientrasse in una delle categorie che andremo ad indicare in seguito, non sarà necessario rispettare tutta la normativa concorsi a premi, in genere richiesta.

Alcuni esempi di concorsi a premi senza autorizzazione ministeriale

Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico ad esempio non si considerano manifestazioni a premio:

  •  I concorsi indetti esclusivamente per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi commerciali/industriali, nei quali il conferimento del premio ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività;
  • Le manifestazioni indette da emittenti radio quando è previsto che i premi siano assegnati durante la trasmissione radiofonica in diretta, escludendosi pertanto quelle in differita, sempre che l’iniziativa mantenga la sua funzione spettacolare e non sia svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese;
  • Le operazioni a premio con premi costituiti da quantità aggiuntive di prodotti promozionati o buoni utilizzabili nel medesimo punto vendita (o in punti vendita diversi purchè appartenenti alla medesima ditta o insegna) validi per qualsiasi prodotto venduto negli stessi;
  • I concorsi senza vincolo di acquisto nei quali i premi siano costituiti da oggetti di modico valore (che è stato fissato in Euro 25,82) ed il loro conferimento pertanto non sia condizionato alla natura o all’entità dell’acquisto;
  • Le manifestazioni in cui i premi siano destinati ad enti o istituzioni pubbliche che abbiano finalità sociali e benefiche (ad esempio scuole).

Secondo il Mise, non sono consentite le manifestazioni a premio nelle quali:

  • Non è garantita la pubblica fede e la parità di trattamento e di opportunità per tutti i partecipanti, in quanto consente al soggetto promotore o a terzi di influenzare l’individuazione dei vincitori oppure rende illusoria la partecipazione alla manifestazione stessa;
  • Vi è un’elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse per la mancanza di reali scopi promozionali, in quanto il prezzo richiesto è superiore al valore commerciale del bene il cui acquisto costituisce il presupposto per la partecipazione alla manifestazione a premio;
  • È presente un turbamento della concorrenza e del mercato in relazione ai principi comunitari;
  • Si promuovono prodotti o servizi per i quali sussistono divieti o limitazioni alla pubblicità o altre forme di comunicazione commerciale;
  • Sono violate le disposizioni del DPR 26 ottobre 2001, n. 430, tranne quelle di cui all’art. 10, comma 1.

Per indire manifestazioni a premio i soggetti promotori avranno l’obbligo di rispettare l’iter burocratico e di normativa fiscale.

Concorsi a premi senza autorizzazione ministeriale: esempi pratici

Per fare un esempio pratico di concorsi a premi senza notaio che non richiedono autorizzazioni da parte del Mise, parliamo di #Postidalupi, ovvero una inizativa promossa dal MUSE tempo fa. La richiesta del soggetto promotore ai partecipanti era quella di condividere un’opera artistica, nello specifico uno scatto fotografico, di un paesaggio dove “il lupo c’è o sta per arrivare”.

Il concorso fotografico ha avuto un buon riscontro tra il pubblico, contando 530 immagini pubblicate. Il premio in palio (ovviamente simbolico) è stato selezionare le 30 fotografie più belle per inserirle all’interno di una mostra fotografica tenutasi nel 2016.

Un’altra azienda che non è nuova a questa tipologia di iniziative è il colosso Starbucks che, in occasioni particolari come le festività natalizie, richiede ai propri clienti la pubblicazione di immagini rappresentative dei valori del brand con un hashtag particolare per tenere monitorati i contenuti, alcune vengono poi utilizzate come immagini di copertina Facebook della pagina ufficiale del brand.


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